10:26 13 Luglio 2020
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Per il fondatore del Movimento Cinque Stelle l'unica via d'uscita dalla crisi che nei prossimi anni attanaglierà l'Italia, l'Europa e forse tutto il pianeta, è quella di istituire un reddito universale che metta tutti i cittadini sullo stesso piano.

Mentre continua ad imperversare la crisi sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia, Beppe Grillo pensa alle ricadute economiche che saranno provocate dall'emergenza e rilancia proponendo, con un editoriale pubblicato sul suo sito, l'introduzione di un reddito universale per tutti i cittadini, paragonando la situazione attuale con la grande crisi del 2008:

"L’Organizzazione internazionale del lavoro stima che la disoccupazione globale potrebbe colpire 25 milioni di persone (la crisi del 2008 ha comportato un aumento di 22 milioni di disoccupati). Si prevede una caduta libera delle entrate, un aumento esponenziale della disoccupazione e una riduzione del numero di ore lavorative. Milioni di persone cadranno sotto la soglia della povertà", scrive il fondatore del Movimento Cinque Stelle.

Per affrontare questa nuova sfida, che secondo il comico genovese metterà nei prossimi mesi "milioni di italiani" nella condizione di non potersi assicurare "un'entrata garantita", l'unica strada percorribile è quella di mettere tutti i cittadini sullo stesso piano, garantendo un reddito di base universale:

"La via d’uscita da questa crisi non può essere come quella del 2008, quando si è preferito salvare le banche a discapito del popolo. E’ arrivato il momento di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro. Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, creativo, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi", continua Grillo, invitando ad un "reset totale" e sottolineando l'esigenza di iniettare "denaro" per impedire il tracollo economico dell'Italia e dell'Europa.

"Sono sicuro che la maggior parte degli economisti, in altri momenti scettici, concorderà sul fatto che l’economia ha bisogno di iniezioni di denaro proprio ora. Quando le economie scivolano in recessione, c’è un “effetto moltiplicatore”: le persone perdono il lavoro, spendono meno, l’economia si restringe, il reddito diminuisce e il denaro letteralmente scompare dalla circolazione. Il reddito universale rilancerebbe l’economia, attenuerebbe l’incidenza della povertà nella popolazione e le sue terribili conseguenze, e farà sì che coloro che dovranno rientrare nel mercato del lavoro potranno farlo in condizioni migliori", prosegue nel suo ragionamento Grillo.

Le possibili coperture

Il fondatore del Movimento Cinque Stelle scende poi nel dettaglio rispetto ai metodi di finanziamento di una misura, senza precedenti nel mondo ma che, come spiega il fondatore del Movimento Cinque Stelle, è stata già proposta in altri Paesi quali Stati Uniti, India, Nuova Zelanda, Hong Kong e Sud Corea.

"Le e fonti principali di finanziamento potrebbero essere varie. Si può andare dalla tassazione delle grandi fortune, dei grandi colossi digitali e tecnologici (Mark Zuckerberg, Bill Gates e Elon Musk  sono sempre stati a favore del reddito universale), magari quelle a più alto tasso di automazione; o rivedere le imposte sui redditi da capitale e sulla proprietà intellettuale. Oppure le cosiddette “ecotasse”, come il Climate Incame, Reddito dal Clima, con una tassa sui combustibili fossili come carbone, petrolio e gas; o come avviene in Alaska dal 1982 con l’Alaska Permanent Fund: un dividendo del rendimento economico di un capitale pubblico, che attinge dalle compagnie fossili. Ogni anno, una parte delle entrate derivanti dal petrolio statale è messa in un fondo. Il governo piuttosto che spendere quel denaro, lo restituisce ai cittadini residenti, bambini compresi, attraverso un dividendo annuale", conclude Grillo.

 

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