04:23 02 Giugno 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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L'Europa a un punto di non ritorno, se dinnanzi alla sfida storica di un'emergenza sanitaria simmetrica non riesce a dare una risposta comune unitaria potrebbe perdere definitivamente la fiducia dei cittadini. Lo ha detto il premier Conte a El País.

Il premier Giuseppe Conte, intervistato dal quotidiano spagnolo El País, ha chiamato l'Europa ad agire immediatamente.

"Il problema non è quando si uscirà dalla recessione, ma uscirne il più presto possibile. Il tempo è la chiave, c'è un'urgenza massima", ha sottolineato il capo del governo italiano.

In questo momento in Europa "si gioca una partita storica" e la Ue deve essere all'altezza della situazione. La crisi è simmetrica, perché le difficoltà che vivono oggi paesi come Italia e Spagna, presto o tardi dovranno essere affrontate anche dagli altri Stati membri. C'è bisogno quindi di un nuovo strumento che sia il prodotto di una nuova visione, adeguata alla sfida storica davanti alla quale ci troviamo. 

"Non si tratta di una crisi economica che colpisce paesi meno virtuosi degli altri. Non c'è una distinzione che abbia a che vedere con i sistemi finanziari. Questa è una crisi sanitaria che è finita per esplodere nel campo economico e sociale. E' una sfida storica per tutta l'Europa. E spero davvero, avendo un animo fortemente europeista, che l'Europa sappia essere all'altezza della situazione", prosegue Conte.

L'alternativa è che la crisi economica si trasformi in una crisi di fiducia nell'Europa.

"Abbiamo limitato i diritti costituzionali dei nostri cittadini. L'Europa deve reagire evitando errori tragici" altrimenti, se la Ue "non sarà all'altezza del suo ruolo e della sua vocazione in questa situazione storica, i cittadini avranno più fiducia o la perderanno definitivamente?". Va da sé che la domanda che il premier pone sia squisitamente retorica. 

La soluzione è quella di abbandonare la "visione vecchia e antica" di alcuni stati, che Conte ritiene "inadeguata a questa situazione", e ricorrere a strumenti straordinari. L'Europa deve dare "una risposta unitaria e comune", ribadisce il premier. Solo questo permetterà di reagire meglio e lasciarsi questa crisi alle spalle. 

La situazione in Italia

Per quanto riguarda l'Italia, l'epidemia non è ancora arrivata al suo picco e gli esperti non fanno previsioni. 

"Siamo nella fase più acuta. E' difficile fare previsioni esatte. Gli esperti ancora sono prudenti ma è ragionevole pesare che siamo vicino al picco. Sabato abbiamo superato le 10 mila vittime e questo ci ferisce profondamente e deve allertare la comunità internazionale", spiega il presidente del Consiglio.

Ancora è presto per dire quando saranno tolte le restrizioni, ma Conte ritiene che ci vorrà tempo. E come l'imposizione delle misure è stata graduale, gradualmente si tornerà alla normalità, ponendo attenzione sulle persone anziane e sui fragili. 

Le restrizioni alle attività economiche, tuttavia, non dureranno a lungo, assicura il premier.  I provvedimenti di sospensione delle attività economiche sono le ultime misure "che abbiamo preso e non possono prolungarsi a lungo".

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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
Tags:
UE, Giuseppe Conte, Italia
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