17:51 08 Agosto 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Su segnalazione di operai e famiglie, la Cgil denuncia 12 imprese che non avrebbero bloccato la propria produzione, nonostante non strategiche..

Il Veneto non vuole fermarsi, nonostante lo stop alle attività produttive ritenute non strategiche e non essenziali, definito con il Dcpm del 22 marzo. Sono circa 10.000 le imprese che si trovano nel cosiddetto limbo delle società il cui codice ATECO non è incluso nell'allegato del decreto, ma che ritengono di essere integranti al circuito considerato strategico. Le prefetture sono intasate dalle richieste di deroga.

Ma dall'altro lato i sindacati sono in agitazione. Sono soprattutto i famigliari degli operai, preoccupati per la salute dei propri cari, a segnalare aziende che dovrebbero star chiuse ma continuano l'attività produttiva senza autorizzazione. 

La denuncia arriva dalla Cgil Veneto che parla di furbetti dei codici ATECO. 

"Alcune associazioni datoriali sembrano non comprendere la gravità dell'emergenza sanitaria e i rischi che corrono i lavoratori che – ogni giorno – sono costretti a uscire di casa per garantire la continuità delle attività essenziali per la tenuta del nostro Paese", denuncia Cristian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto.

Sono oltre 11.000 le richieste di deroga arrivate alle prefetture della regione. Il timore, spiegano i rappresentati dei lavoratori, che il proseguimento delle attività economiche delle imprese non essenziali sia una minaccia per la salute pubblica. E che, nonostante il ritmo dei contagi sia rallentato in una delle regioni epicentro dell'epidemia, i luoghi di lavoro possano trasformarsi in focolai, moltiplicando la trasmissione del virus e determinando un'escalation analoga a quella lombarda. 

"Evidentemente manca la consapevolezza che salvaguardare la salute dei lavoratori, vuol dire proteggere anche le loro famiglie e, più in generale, la salute pubblica. Un apporto decisivo al contenimento del contagio, si può ottenere solo riducendo al minimo lo spostamento delle persone", prosegue il comunicato.

 

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