22:47 04 Agosto 2020
Italia
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Il ministro degli Affari Regionali ha spiegato la strategia del governo in merito alla graduale riapertura delle attività produttive, confermando però la volontà di estendere le misure previste dal DCPM anti-coronavirus oltre la scadenza del 3 aprile.

Il governo ha intenzione di estendere le misure anti-coronavirus varate con i DCPM delle scorse settimane oltre l'attuale scadenza prevista per il 3 aprile.

A riferirlo è il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, in un'intervista rilasciata all'emittente SkyTg24:

"Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile".

Il ministro ha poi sottolineato l'importanza che l'esecutivo sta dando al cercare di far tornare le cose gradualmente alla normalità, rispondendo in un certo senso a quei partiti politici, come Italia Viva di Matteo Renzi, che nelle scorse ore hanno chiesto la riapertura totale delle attività produttive:

"Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta. Voglio dirlo a chi dice di aver fretta, prima mettiamo in sicurezza la sanità e le terapie intensive triplicandole, poi lentamente, ripartendo da alcune attività produttive, riaccendiamo un interruttore per volta. Poi toccherà anche alla popolazione e non escludo che gli scaglioni anagrafici possano essere un metodo”, ha spiegato Boccia.
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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