23:08 27 Maggio 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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A lanciare l'allarme è il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri. La sospensione delle tasse non è sufficiente, gli imprenditori hanno bisogno di liquidità per non cadere nel cappio dell'usura.

"Il rischio più concreto e reale è l'usura" ha dichiarato il capo della Dda di Catanzaro all'agenzia AdnKronos. La mancanza di liquidità, la durata del lockdown, possono spingere gli imprenditori a cadere nelle maglie dei capi clan, pronti a prestare somme a usura a chi le necessita per la propria attività. 

"Gli imprenditori avranno difficoltà. Poi dipenderà anche dalla durata di questo blocco. Ma gli imprenditori hanno bisogno di liquidità, di soldi veri in mano, non più e non tanto di non pagare le tasse", spiega Gratteri. "Noi da sempre sappiamo che il problema dell’élite della ’ndrangheta è quello di giustificare la ricchezza, non di arricchirsi, e quindi presteranno soldi a usura anche a interessi bassi per invogliare, incentivare i commercianti a rivolgersi agli usurai ’ndranghetisti, che sono quelli che sostanzialmente hanno bisogno di meno garanzie per il pagamento".

Economia nelle mani delle cosche

Il risultato è che in poco tempo, si potrebbe presentare una totale riconfigurazione del sistema economico, perché interi settori potrebbero venire controllati dai clan.

"Il pericolo - avvisa Gratteri - è che ancora di più altre attività imprenditoriali, alberghi, ristoranti, pizzerie, passino di mano a prestanome della ’ndrangheta. Questo è il rischio più concreto e più vicino".

La strategia delle criminalità organizzata

Il rischio, inoltre è un aumento del consenso fra gli 'ndranghetisti per la risposta sostanziale che riescono a dare a chi si trova in difficoltà e ai margini. 

"Gli ’ndranghetisti - continua - si presenteranno, come sempre, come benefattori, come gente che aiuta chi ha bisogno, i poveri, questo lo fanno già, da sempre, dando ai disperati 30 euro al giorno per un lavoro in nero, e questi si sentiranno, sul piano psicologico, ancora più prostrati e ancora più riconoscenti verso chi gli darà questi 30 euro", spiega il magistrato.

Inoltre "la dipendenza psicologica dei poveri verso di loro aumenterà ancora di più, quindi poi sarà ancora più facile, alle prossime elezioni, rappresentare il modello più convincente quando ci sarà da andare a rastrellare i pacchetti di voti".

L'unico modo per evitare che il boss diventi un riferimento sociale in questo momento di emergenza, è che lo stato utilizzi degli strumenti di sostegno a chi è colpito dalle restrizioni temporanee, anche "dando i soldi alla gente". Per questo Gratteri definisce le misure annunciate ieri da Giuseppe Conte "un passo nella giusta direzione".

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