04:27 02 Giugno 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Quasi certa la proroga di 15 giorni alle restrizioni, la cui scadenza è fissata al 3 aprile. Sarà possibile uscire di casa quando l'R0 sarà inferiore a 1.

Con ogni probabilità le famiglie trascorreranno le festività di Pasqua in quarantena. Sembra scontata la proroga alla scadenza delle misure di distanziamento, prevista al 3 aprile dal Dcpm del 22 marzo. La curva dei contagi non ha ancora invertito la sua tendenza e solo ieri quasi 1.000 persone hanno perso la vita, uccide dal COVID-19. Con il picco previsto nelle prossime due settimane, con un po' di fortuna le restrizioni potrebbero allentarsi a partire dal 18 aprile. Il governo sarebbe al lavoro per un nuovo decreto per definire la proroga. Ma da cosa dipende la decisione di allentare o meno le misure di distanziamento sociale? 

A indicare la strada è il valore dell'R0, l'indice di contagiosità, che misura la quantità di persone che è in grado di contagiare un positivo. Sarà possibile uscire di nuovo di casa quando l'R0 sarà inferiore a uno, ovvero quando per ogni infetto ci sarà meno di un contagio. In ogni caso si dovrà avere pazienza e continuare a mantenere delle limitazioni, per evitare un ritorno esponenziale dei contagi, almeno finché non sarà trovato un vaccino. Per tornare alla vita normale sarà necessario pazientare ancora qualche mese.

"Ad oggi il prolungamento delle misure di distanziamento sociale è inevitabile. Non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase, sia pur incoraggiante di contenimento", ha dichiarato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. "Non siamo in una fase marcatamente declinante, ma in una fase, sia pur incoraggiante, di contenimento". 

Attualmente l'R0 è attorno al 2,5 in nord Italia, mentre al sud i contagi non sono ancora entrati nella fase esponenziale. Sarà necessario contenere l'R0 attorno all'1, per evitare che nel Meridione possa ripetersi il catastrofico scenario della Lombardia, considerando anche la meno adeguata capacità delle strutture sanitarie. Per questo sia Brusaferro che Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ritengono necessario mantenere il distanziamento sociale. 

Parziale ripresa delle attività

Il nuovo Dcpm dovrebbe prorogare le stesse misure volte al contenimento dei contagi sino al 18 aprile. Potrebbe però contenere una parziale revoca di sospensione per le attività economiche. E' l'ipotesi attualmente al vaglio del governo che verrà valutata assieme alle parti sociali, se sarà garantito il distanziamento sui luoghi di lavoro.

Dinnanzi alla necessità economica delle imprese di ripartire e delle famiglie di avere un reddito, si pone il rischio di provocare una nuova impennata della curva dei contagi e allungare ulteriormente il lockdown.

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