11:59 20 Ottobre 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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La multinazionale ha deciso di donare una somma importante per dare il proprio apporto nella lotta al Covid-19.

La multinazionale dell'e-commerce di Jezz Bezos ha disposto lo stanziamento di 3,5 milioni di euro per contribuire alla lotta al Covid-19. A riferirlo, in una nota, è lo stesso gruppo. In particolare, 2,5 milioni saranno devoluti alla Protezione civile italiana, impegnata in prima linea nella battaglia contro il coronavirus e un altro milione che verrà invece destinato a tutte le organizzazioni no profit attive nei territori dove risiedono e lavorano i dipendenti Amazon.

Attivato inoltre un "pulsante per donare" sul sito dell'azienda, con una funzione per Alexa che permette di semplificare il processo di donazione alla Protezione civile per tutti coloro che avessero intenzione di farlo semplicemente utilizzando il comando vocale "Alexa, voglio fare una donazione per il coronavirus". 

“Crediamo che il nostro ruolo nel fornire un servizio ai clienti e alle comunità, in questo momento, sia cruciale. Oltre ad assicurarci che i clienti italiani possano ottenere i prodotti di cui hanno più bisogno, tutelando la sicurezza dei nostri dipendenti e partner, vogliamo offrire un ulteriore contributo alla lotta al Coronavirus”, ha spiegato Mariangela Marseglia, VP e Country Manager di Amazon.it e Amazon.es, sottolineando come "è importante in questo momento essere uniti e al fianco di organizzazioni come la Protezione civile e dei governi dei Paesi europei e di tutto il mondo per supportare i loro sforzi in questa emergenza. Siamo al lavoro per mettere in campo ulteriori iniziative a supporto di cittadini, comunità e piccole medie imprese italiane e siamo certi che supereremo insieme questo momento di difficoltà”.

Agitazioni tra i dipendenti

Nelle scorse settimane, i dipendenti di Amazon Italia si sono messi in agitazione, alla luce delle scarse condizioni igienico-sanitarie lamentate dal personale a dispetto dell'epidemia di coronavirus.

In particolare, proteste sono state registrate nel magazzino di Passo Corese, in provincia di Rieti, dove i rappresentanti delle maggiori sigle sindacali hanno posto all'attenzione dei media la situazione di precarietà in cui i dipendenti sono costretti ad operare, con le distanze di sicurezza che non vengono rispettate e la mancanza di strumenti di protezione personale in dotazione ad ogni impiegato.

 

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