14:43 24 Ottobre 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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In Lombardia 8 vittime su 10 sono uomini. Nel bresciano solo il 28% delle vittime è una donna. L'immunologo Alberto Mantovani spiega perché le donne hanno una maggiore resistenza al virus.

"E' indubbio: l'universo femminile resiste meglio" al coronavirus". A dirlo è immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e docente di Humanitas University, intervistato da AdnKronos, sulla base dei dati relativi ai ricoveri ospedalieri nella regione Lombardia, la più colpita dall'epidemia. 

L'82% dei ricoverati in terapia intensiva per Covid 19 sono maschi. Altrettanto lampanti sono i dati relativi ai decessi e alle patologie gravi: il gap fra uomini e donne è di almeno due volte. 

Mantovani parla di un "vantaggio rosa" e indica tre possibili cause all'origine della maggiore resistenza.

Miglior risposta immunitaria

Innanzitutto le donne hanno un miglior sistema di difese immunitarie rispetto agli uomini. 

"Noi sappiamo che alcune risposte immunitarie sono messe in campo con maggior vigore dalle donne rispetto agli uomini. Questo ha un senso da un punto di vista evolutivo. Le donne passano gli anticorpi al prodotto del concepimento attraverso la placenta. Insomma c’è un significato preciso", osserva lo scienziato.

Geni "della difesa" legati al cromosoma X

La seconda ragione potrebbe essere genetica, spiega Mantovani. Alcuni geni che controllano l'ingresso del virus "cioè il sasso a cui si attacca l’àncora del virus e che lo fa fondere. Due di questi geni si trovano sul cromosoma X o sono regolati dagli ormoni femminili". Questi geni sono direttamente coinvolti nell'aggressione dell'agente patogeno all'organismo. 

"Restando sulla stessa linea della genetica, sul cromosoma X ci sono anche alcuni geni della risposta immunitaria. Quindi quel primo punto che evidenzia un aspetto evolutivo ha anche una faccia genetica".

Problemi di fumo

La maggior parte dei pazienti di COVID-19 sono uomini con un'età superiore ai 60 anni. In questa fascia di età la maggior parte dei fumatori o ex fumatori è di sesso maschile, quindi si trova maggiormente esposto a complicazioni respiratorie. 

"E' come se gli uomini in questo range di età che hanno fumato partissero per una maratona con un handicap di qualche chilometro", ha concluso il medico. 

 

 

 

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