14:34 27 Ottobre 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Continua ad essere critica la situazione al Nord, con la Lombardia che rimane la prima regione per numero di morti e contagiati, ma il Covid-19 sembra aver cominciato a rallentare la sua corsa.

Nonostante un'altra giornata campale sono sempre più gli esperti convinti che una luce in fondo al tunnel si cominci a vedere e che il picco dell'epidemia di coronavirus sia sempre più vicino.

Di ciò è sembrato essere convinto il vicecapo della Protezione civile, Agostino Miozzo, il quale in conferenza stampa ha messo in evidenza l'importanza un "rallentamento della curva", sottolineando come tuttavia non sia possibile aspettarsi "un'improvvisa diminuzione" del numero dei positivi e delle vittime.

Fondamentale, specie in questo momento, "non abbassare la guardia" e "continuare la politica di isolamento domiciliare, a seconda delle condizioni dei pazienti", come chiarito dal direttore vicario dell'OMS, Ranieri Guerra.

Quest'ultimo ha espresso soddisfazione per gli sforzi messi in campo dal governo italiano, rilevando come le misure entrate in vigore con il decreto 'Io resto a casa' "sembrano avere effetto", dal momento che negli ultimi giorni si sta continuando a fare i conti con dati relativi a "quanto accaduto 15-20 giorni fa" e nonostante ciò non si è assistito ad una netta impennata delle casistiche .

 "Il picco è vicino, bisognerà vedere che cosa succede nelle prossime ore" - ha rilevato il fisico Giorgio Sestili, fra i curatori della pagina Facebook Coronavirus - Dati il quale ha sottolineato come delle analisi mostrino che si sta stabilizzando l'andamento del rapporto fra il numero dei tamponi positivi e il totale dei tamponi eseguiti, finora sempre in salita".

Emergenza in Lombardia

Continuano a destare preoccupazione i dati relativi a Regione Lombardi, dove ieri si è registrato un balzo nei contagi (+2.534 rispetto a mercoledì), con una percentuale dei positivi rispetto ai test eseguiti che rimane pericolosamente vicina al 50% (42,1%).

Oltre a Milano, sempre più vicino ai 7mila positivi (+848), rimane critica la situazione nelle province di Bergamo e Brescia, dove si è registrato un numero di decessi 7 volte superiore alla norma.

 

 

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