01:46 21 Settembre 2020
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Emergenza Coronavirus - Aiuti russi in Italia (85)
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In un'intervista con Askanews il capo della missione diplomatica russa in Italia Sergey Razov ha ribadito ancora una volta l'assistenza russa per fronteggiare il Covid-19 "non è oggetto di mercanteggiamenti" o "pagamenti di conto".

Sergey Razov ha parlato ancora nel dettaglio degli aiuti mandati da Mosca per la lotta al Covid-19 in Italia in un'intervista con Askanews.

Come già precedentemente riferito dal ministero della Difesa russo e dallo stesso ambasciatore ed oggi dal governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, i medici militari e specialisti delle truppe di protezione NBC (nucleare, biologica e chimica) inviati dalla Russia saranno "fianco a fianco dei colleghi italiani" a Bergamo, la città più colpita dall'epidemia Covid-19.

Nell'intervista pubblicata oggi, Razov ha aggiunto che "decisioni su voli speciali supplementari saranno adottate in base all'evolversi della situazione e alla necessità".

Rispondendo alla domanda sulla reazione dei cittadini russi agli aiuti forniti all'Italia, l'ambasciatore Razov ha evidenziato che l'amore dei russi per l'Italia non è un segreto ed è noto a tutti ed ha sottolineato che "forte è il senso di solidarietà nei confronti del popolo italiano", aggiungendo che la minaccia del coronavirus è crescente e comune.

"Nel determinare l’entità degli aiuti all'Italia, la leadership russa ha fatto riferimento alle nostre riserve e capacità reali", ha osservato il diplomatico.

All'osservazione secondo cui con questi aiuti la Russia in futuro potrebbe chiedere all'Italia di "pagare il conto" con azioni concrete a Bruxelles per la revoca delle sanzioni contro Mosca a seguito degli eventi in Ucraina e della riunificazione con la Crimea, senza esitazioni Razov ha smentito doppie finalità, ribadendo la posizione già espressa dalla leadership russa in più di un'occasione: Mosca non ha introdotto per prima le sanzioni, pertanto non è suo il compito di sollevare la questione della loro abolizione. 

"Non è oggetto di mercanteggiamenti, pagamento di conti e via dicendo. Oggi su un autorevole quotidiano italiano ho letto con notevole sorpresa che una parte significativa delle attrezzature e dei veicoli forniti dalla Russia non sarebbe necessaria e che la nostra assistenza sarebbe dovuta soprattutto a considerazioni di propaganda politica. Mi sembra che meglio sarebbe rivolgere tale domanda agli abitanti della città di Bergamo, dove purtroppo si registrano molti malati e molte vittime. In merito alla politica e alla propaganda, a mio parere certi giudizi sono frutto di coscienze perverse che vedono secondi fini insidiosi nel desiderio disinteressato di aiutare un popolo amico nel momento del bisogno".

Tema:
Emergenza Coronavirus - Aiuti russi in Italia (85)
Tags:
Sergey Razov, Italia, Russia
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