14:49 28 Marzo 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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Arrivano ai Prefetti italiani dal Viminale i chiarimenti in merito alle ultime disposizioni del Dpcm del 22 marzo su chiusura attività produttive e spostamenti.

Da poche ore è stato inviato ai Prefetti di tutta Italia un documento di chiarimento che spiega nel dettaglio come gli stessi devono attuare quanto disposto dall’ultimo Dpcm del 22 marzo che ha portato al fermo produttivo di tutte quelle imprese non considerate essenziali e allo stop agli spostamenti su tutto il territorio nazionale.

Per quanto riguarda il divieto di spostamento, si legge nel documento, è “di particolare rilievo, ...il divieto per tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati dal comune in cui attualmente si trovano. Tali spostamenti rimangono consentiti solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

Una decisione presa dal Governo, si spiega nel documento inviato ai Prefetti, “tenendo conto delle esigenze recentemente emerse e che hanno condotto alcuni Presidenti di Regione ad adottare apposite ordinanze, persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia.”

Le attività autorizzate che devono segnalarsi al Prefetto

Alcune attività tra quelle autorizzate dal Dpcm del 22 marzo, dovranno tuttavia segnalare “al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, indicando specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite”.

E il chiarimento del Viminale aggiunge ancora:

“Allo stesso modo, i soggetti esercenti le attività di cui all’art. 1, comma 1, lett. g), sono tenuti a comunicare preventivamente al Prefetto competente per territorio la ricorrenza delle condizioni previste dalla norma per la prosecuzione dell’attività, fermo restando che tale comunicazione non è dovuta qualora si tratti di attività finalizzata ad assicurare l’erogazione di un servizio pubblico essenziale”.

Il prefetto ha comunque la facoltà di sospendere l’attività, anche se tra quelle autorizzate, “laddove non ravvisi l’effettiva ricorrenza delle condizioni medesime”.

Ai prefetti l’onere di coordinarsi con gli enti regionali e con le Camere di commercio territoriali, oltre che con le province e i comuni per richiedere l’elenco delle attività produttive ricadenti nelle filiere autorizzate, al fine di attuare il disposto del Governo.

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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)

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