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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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Scarica il nuovo modulo di autocertificazione aggiornato secondo il più recente Dpcm del 22 marzo e scopri cos’è cambiato e cosa non si può più fare.

Nuovo aggiornamento del modulo di autocertificazione da parte del Ministero dell’Interno, la nuova autodichiarazione recepisce l’ultimo Dpcm che vieta lo spostamento delle persone sul territorio nazionale.

Sparisce dal modulo, quindi, la motivazione di spostamento sul territorio nazionale per raggiungere il proprio domicilio o residenza originari. Tali spostamenti sono ora vietati e passibili di denuncia se fermati sulle autostrade dalle forze dell’ordine, lo stesso vale anche per strade statali e strade provinciali.

Dove scaricare il nuovo modulo di autocertificazione aggiornato

Il nuovo modulo di autocertificazione aggiornato al Dpcm del 22 marzo 2020 è disponibile sul sito del Ministero dell’Interno scaricandolo da questo link diretto.

Quali sono gli spostamenti ora autorizzati?

Gli spostamenti autorizzati sono solo i seguenti:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall’art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020);
  • situazione di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune, come previsto dall’art. 1, comma 1, lett. a) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020);
  • motivi di salute.

Cambia anche la parte da compilare

La parte iniziale del modulo, quella da compilare a cura del dichiarante, è cambiata. D’ora in poi bisognerà scrivere sia la residenza, che l’eventuale domicilio se diverso dalla residenza.

Cosa non posso più fare ora?

D’ora in poi chi vive in una città X, ma è originario della città Y, non potrà più spostarsi dalla prima alla seconda se non ha una giustificazione valida: lavoro, salute.

Bisognerà fare molta attenzione, perché se fermati dalle forze dell’ordine e si darà come ragione dello spostamento, “Devo raggiungere il mio domicilio o residenza originari”, espone la persona a una denuncia penale. Ricordiamo che dichiarare il falso farebbe scattare la denuncia penale per più reati. Il divieto, ovviamente, non si applica a chi si sposta sul territorio nazionale per comprovate esigenze lavorative: personale sanitario, appartenenti alle forze di polizia e chiunque lavori in industrie rimaste attive (leggere quali sono le industrie e servizi ancora attivi).

Restano validi tutti gli altri divieti già noti come l’impossibilità di spostarsi tra comuni o nello stesso comune senza un valido motivo.

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