14:53 02 Giugno 2020
Italia
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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha concesso un'intervista al giornale La Stampa, in cui ha commentato la difficile situazione che sta vivendo il Paese per l'emergenza coronavirus.

In un'intervista concessa a La Stampa e riportata sul sito del governo, il premier Giuseppe Conte ha preferito non sbilanciarsi sul futuro delle misure draconiane introdotte per fronteggiare l'emergenza coronavirus, al momento valide fino al 3 aprile e recentissimamente aggiornate con la sospensione delle attività economiche non ritenute indispensabili, rilevando che i contagi potrebbero crescere ancora e solo tra alcuni giorni si potranno fare delle valutazioni sugli effetti delle limitazioni adottate.

"E' presto per dirlo. Questi saranno i giorni più difficili perché non abbiamo raggiunto la fase più acuta del contagio e i numeri cresceranno ancora. Siamo in attesa, nei prossimi giorni, degli effetti delle misure adottate. Lo avevo detto da subito che non si sarebbero visti nell'immediato," ha detto Conte, aggiungendo che "molto dipende dal comportamento responsabile di ciascuno di noi: se tutti, e ribadisco tutti, rispettiamo i divieti, se ognuno fa la propria parte, usciremo prima da questa prova difficilissima".

Rispondendo alla domanda sul suo stato d'animo di fronte alla diffusione del Covid-19, il premier ha dichiarato di provare preoccupazione, ma allo stesso tempo di sentire la responsabilità "che moltiplica le energie" per superare la crisi più grande del Dopoguerra, che porta a fare scelte "anche tragiche".

"La priorità assoluta alla tutela del diritto fondamentale alla salute dei cittadini. Siamo consapevoli che è in gioco anche la tenuta sociale ed economica del Paese. Ed è per questo che le nostre scelte sono sempre molto ponderate. Con gli ultimi provvedimenti abbiamo deciso di rallentare il motore del Paese senza però bloccarlo completamente. Ci aspettano settimane molto impegnative. Per questo serve davvero la collaborazione e uno sforzo in più da parte di tutti".

I rapporti con il governatore della Lombardia Fontana

Relativamente alle osservazioni del governatore Attilio Fontana della Lombardia, la regione più colpita dal Covid-19, che ha invocato misure più drastiche minacciando di fare anche da solo, Conte ha gettato acqua sul fuoco, rilevando lo spirito collaborativo e riprendendo ancora una volta l'esortazione all'unità per affrontare l'emergenza.

"Con il governatore Fontana abbiamo collaborato fin dall'inizio, ogni decisione che abbiamo preso è stata valutata insieme, seguendo le indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Stiamo facendo tutti degli sforzi straordinari. Dall'inizio dell'emergenza sono aumentati del 50 per cento i posti letto di terapia intensiva su tutto il territorio nazionale, e di oltre il 70 per cento in Lombardia. E nei prossimi giorni aumenteranno ancora. Siamo al fianco dei milanesi, dei lombardi e di tutti coloro che lottano negli avamposti di questa durissima battaglia. È una battaglia che riguarda il Paese intero e che va combattuta da tutti, restando uniti".

Le immagini dei camion con le bare di Bergamo "ferita indelebile" 

"Quelle sono le foto di tanti, troppi italiani che muoiono ogni giorno, tutti con un nome e un cognome. Dietro ci sono storie familiari, lacrime, sofferenze. Questa ferita rimarrà indelebile nella storia della nostra Patria. Non la potremo mai dimenticare," ha detto Conte, commentando le immagini strazianti che hanno fatto il giro dei media e dei social con il lungo corteo di camion militari che da Bergamo portavano le bare con le vittime del coronavirus verso i crematori di altre città.

Proprio sul capoluogo orobico, Conte ha preannunciato l'arrivo di nuovi medici e infermieri, sottolineando allo stesso tempo la solidarietà degli italiani.

"Nelle prossime ore arriveranno a Bergamo e nelle altre aree più critiche medici e infermieri. Abbiamo fatto un bando per una task force di 300 medici. In un giorno solo hanno aderito in 8 mila. In questo gli italiani sono straordinari. Stiamo potenziando le strutture ospedaliere esistenti e stiamo attivando nuove strutture. Ci stanno aiutando tutti: medici, infermieri, volontari, forze dell'ordine, forze armate. Numerose iniziative di sostegno, anche molto concrete, ci arrivano quotidianamente dall'estero. Stiamo facendo di tutto per le aree più colpite della Lombardia, del Piemonte, del Veneto, dell'Emilia Romagna, delle Marche"

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