14:45 02 Giugno 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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La lista completa delle attività produttive e dei servizi che restano aperti dopo il decreto (Dpcm) del 22 marzo. Garantiti i servizi di base per il funzionamento al minimo del 'motore Italia'.

Firmato il nuovo Dpcm del 22 marzo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ecco che è ora disponibile l’elenco di tutte quelle attività che possono proseguire la produzione di beni o la fornitura dei servizi. Un elenco lungo e che in parte riproponiamo qui.

Va aggiunto, per completezza, che le attività professionali non sono sospese ma continuano a svolgersi secondo quanto previsto dal precedente decreto dell’11 marzo. Restano aperti i supermercati, le poste, le farmacie ed equiparate, funzionano i servizi di trasporto ed alberghiero, i servizi di vigilanza e di pulizia, i servizi sanitari e la pubblica amministrazione.

Divieto di spostamento

Altro capitolo importante aggiunto nel nuovo decreto, è il divieto di spostamento delle persone. Non si può più lasciare il domicilio attuale per rientrare presso la residenza o il domicilio originario. Questa aggiunta, per alcuni tardiva, intende evitare che la chiusura delle attività produttive non necessarie scateni una nuova ondata di rientri dal nord verso il sud dell’Italia, come già accaduto con i precedenti decreti. Una pratica quest’ultima, che è stato accertato aver acceso la maggioranza dei focolai d’infezione presenti nelle regioni meridionali.

La lista delle attività produttive che restano aperte

Restano quindi aperte le seguenti attività produttive per garantire i beni e servizi essenziali ai cittadini.

  • Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, più la fabbricazione di macchine ad uso agricolo, oltre alla pesca e acquacoltura.
  • Estrazione di carbone, petrolio e gas naturale più i servizi di supporto all’estrazione, e prodotti derivati dalla raffinazione.
  • Industrie alimentari e delle bevande, più la fabbricazione di macchine per l’industria alimentare e delle bevande.
  • Attivo il commercio all’ingrosso di materie prime agricole, di animali vivi, come di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco.
  • Attivo il commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici e per l’editoria.
  • Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici e industriali (non l’abbigliamento, ma produzione di Dpi sanitari), compresa la fabbricazione di corde, funi e reti, di tessuti e non tessuti, ed anche la fabbricazione di camici e divise e di altri indumenti da lavoro e per la sicurezza.
  • Fabbricazione di imballaggi in legno, carta, stampa e riproduzione di supporti registrati, più la fabbricazione di macchine per le relative industrie.
  • Fabbricazione di prodotti chimici e farmaceutici, di prodotti in vetro per laboratori, per uso igienico e farmacia. Più tutte le apparecchiature elettromedicali e le forniture dentistiche.
  • Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata.
  • Raccolta, trattamento e fornitura di acqua, gestione delle reti fognarie.
  • Tutta l’attività che riguarda la raccolta, la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, comprese le attività di risanamento.
  • Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni.
  • Manutenzione e riparazione di autoveicoli e la commercializzazione delle parti di ricambio.
  • Tutte le attività di trasporto: aereo, marittimo e vie d’acqua, terrestre e mediante condotte, più tutte le attività di supporto ai trasporti.
  • Servizi postali e le attività di corriere.
  • Alberghi e strutture simili (B&B).
  • Servizi d’informazione e comunicazione.
  • Attività finanziarie, assicurative, legali e contabili, bancarie.
  • Servizi veterinari
  • Servizi di vigilanza privata.
  • Attività di pulizia e disinfestazione.
  • Attività dei call center.

Qui l’elenco completo con tutte le altre categorie che proseguono la loro attività. Mentre qui è scaricabile il testo integrale del Dpcm 22 marzo.

Modifica del modulo di autocertificazione

Il modulo di autocertificazione verrà presto modificato per apportare le variazioni previste dal nuovo decreto. Il quale non prevederà più la possibilità di spostarsi presso la propria residenza o domicilio, come ora indicato sul modulo diffuso nei giorni scorsi.

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