11:37 08 Agosto 2020
Italia
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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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Il tecnico di radiologia si era ammalato contemporaneamente al paziente 1 di Codogno. Ma già da gennaio dal suo reparto passavano pazienti con polmoniti atipiche.

Il primo caso conclamato di coronavirus endemico in Italia è stato ufficializzato il 21 febbraio. Tuttavia nelle settimane precedenti gli ospedali del nord registravano un'anomala concentrazione di polmoniti, sopratutto tra i giovani. Lo riferisce in una intervista a Tgcom24 Carlo Giussani, da 35 anni tecnico di radiologia all'Ospedale di Cremona, un sopravvissuto al Covid-19. 

"Già a fine gennaio - spiega - avevamo notato polmoniti atipiche in giovani sottoposti a lastre. Sono 35 anni che lavoro in radiologia e non ricordavamo una tale concentrazione. Era cosa anomala in tempi non sospetti e il nosocomio si è mosso per tempo riorganizzando spazi e forze lavoro".

Per questa ragione Giussani aveva sottovalutato i sintomi di quella che era un'infezione da coronavirus. Giussani era risultato positivo al tampone e ricoverato nello stesso periodo in cui è stato scoperto il primo caso di coronavirus e il lodigiano, così come Cremona, viveva un'escalation di contagi e ricoveri. 

"Ho pensato anche di morire: rimanere sempre cosciente anche nei giorni più duri di ventilazione forzata non aiuta Perché passi il tempo a pensare, a riflettere anche solo sul fatto che respiri e che quel respiro può essere l'ultimo.- prosegue - Il virus non guarda in faccia nessuno".

 

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