08:30 10 Aprile 2020
Italia
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Coronavirus, situazione in Italia (20 marzo - 26 marzo) (101)
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Serrata per tutte le attività produttive non essenziali: esentati soltanto supermercati, farmacie, banche, uffici postali, media, tabaccherie e edicole.

Nella tarda serata di ieri, alla fine del giorno che per l''ennesima volta ha fatto segnare il bilancio più tragico di vittime dall'inizio dell'epidemia di coronavirus, ben 793 in sole 24 ore, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto il punto della situazione, annunciando una nuova stretta sulle attività produttive non essenziali.

"E' la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra - ha dichiarato Conte - abbiamo deciso di chiudere nell'intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria a garantirci beni e servizi essenziali".

Il premier ha poi però rassicurato circa il fatto che "continueranno a restare aperti tutti i supermercati, i negozi di generi alimentari e di prima necessità", scoraggiando pertanto la popolazione a "fare code e corse agli acquisti" per accaparrarsi i beni di prima necessità.

Assicurata inoltre la continuità lavorativa di "farmacie, servizi bancari, postali assicurative e trasporti". Per tutte le altre attività produttive, ha continuato poi Conte, sarà consentito "solo il lavoro in modalità smart working". A quanto si apprende, nelle nuove misure non sarà prevista la chiusura di  edicole, benzinai, media e tabaccherie. 

"Riduciamo il motore produttivo dell'Italia, ma non lo arrestiamo", ha concluso il presidente del Consiglio, che ha definito questa decisione "difficile ma necessaria".

Le nuove misure entreranno in vigore a partire da lunedì 23 marzo e ad andranno ad aggiungersi all'ulteriore stretta deliberata ieri sugli spostamenti e sulle possibilità di fare attività fisica all'aperto. 

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