01:31 08 Aprile 2020
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Dopo venti giorni di ospedale, Mattia è salvo e in abiti quotidiani, anche se ancora può vedere la moglie solo attraverso un vetro.

Mattia, il 38enne considerato il primo paziente ad aver contratto il coronavirus in Italia, ha vinto la sua battaglia. Dopo 30 giorni può considerarsi guarito. Da 11 giorni è stato staccato dalla macchina respiratoria e a poco a poco ha recuperato tutte le sue funzioni vitali, abbandonando uno per volta i macchinari a cui era legato e che gli fornivano quelle armi nella guerra contro la malattia.

Ancora non può incontrare la moglie se non attraverso il vetro di un reparto ospedaliero, per precauzione e perché la donna è all'ottavo mese di gravidanza. Il più grande desiderio di Mattia è quello di lasciarsi questo incubo alle spalle e assistere alla nascita della figlioletta, che avverrà a breve. 

"L' unico desiderio che ho è potere assistere alla nascita di mia figlia. I dottori mi assicurano che ce la farò", dice Mattia dopo il primo incontro con la moglie, avvenuto ieri. 

Intanto il sangue di Mattia, aiuterà a salvare molte vite. 

"Abbiamo isolato gli anticorpi prodotti dai primi contagiati nel Lodigiano - spiega Fausto Baldanti, primario di virologia all'ospedale Policlinico San Matteo di Pavia, che ha seguito il caso di Mattia. "Il loro plasma - continua - come già in Cina, aiuterà a salvare molte vite. E' pronto un test più rapido e completo del tampone, che rivela anche la concentrazione del virus: saperlo rende le terapie più efficaci e tempestive".

Mattia dovrebbe poter lasciare l'ospedale e tornare a casa a riabbracciare i suoi cari la prossima settimana. Si era presentato all'ospedale di Codogno il 18 febbraio, senza i sintomi evidenti della malattia, tanto che era tornato a casa. Ma due giorni dopo le sue condizioni si sono aggravate ed è stato ricoverato in rianimazione.

Venerdì 21 febbraio è stato conclamato come primo caso di Covid-19 in Italia, contagiato per via endogena. 

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