14:59 28 Marzo 2020
Italia
URL abbreviato
123
Seguici su

I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UiltuCS hanno richiesto, attraverso una nota congiunta al premier Conte, la riduzione degli orari di apertura di tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli dei generi alimentari e la chiusura domenicale.

"A tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, molte imprese del settore, raccogliendo evidentemente le ragioni da noi sollevate, stanno anticipando l’orario di chiusura serale e chiudono per l’intera giornata la domenica. La Regione Lazio, a seguito della mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali territoriali è intervenuta con propria ordinanza nello stesso ambito riducendo le aperture", affermano i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UiltuCS in una nota congiunta inviata al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

"Si sta determinando un quadro di restrizioni maggiori di quelle previste dall’attuale DPCM, che, se pur nella direzione auspicata dalle scriventi, rischia di avere un esito di non omogeneità e confusione nel settore. Una situazione che, oltre a creare uno svantaggio per le imprese più virtuose che tutelano i propri dipendenti, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che invece rimarranno aperti, con evidenti problemi di possibile contagio", affermano i sindacati, ritenendo necessaria "una indicazione univoca ai consumatori regolamentando il nastro orario settimanale dichiarando la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali".

I sindacati hanno poi dichiarato che, in assenza di risposte celeri da parte del Governo, non saranno escluse azioni di protesta a livello territoriale per ottenere una tutela che non può essere demandata all’iniziativa della singola impresa.

In precedenza i sindacati avevano definito inaccettabile il Dpcm dell'11 marzo, chiedendo una immediata mobilitazione per iniziative di verifica della sicurezza sanitaria e delle misure precauzionali sui luoghi di lavoro, anche attraverso la sospensione o la riduzione programmata della produzione con uno stop fino al 22 marzo. I sindacati ed il governo hanno poi firmato un protocollo di intesa in tredici punti per evitare i contagi, ma senza la chiusura delle fabbriche.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook