16:39 28 Marzo 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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Controlli a tappeto su tutto il territorio nazionale da parte della Guardia di Finanza che ha sequestrato migliaia di articoli destinati alla vendita al dettaglio per sfruttare l'emergenza nuovo coronavirus.

Mentre negli ospedali si combatte per salvare vite umane, la Guardia di Finanza batte a tappeto l’intero territorio nazionale alla ricerca di sciacalli e gente senza scrupoli che dell’emergenza sanitaria ha fatto una attività di lucro illegale.

Catania, Napoli, Ascoli Piceno, Torino, e ieri Palermo, e ancora Roma.

20mila mascherine sequestrate a Catania

In un negozio di Misterbianco sono state sequestrate 20mila mascherine non sicure, vendute da un cittadino cinese.

Le mascherine non presentavano la marcatura CE e oltre a essere potenzialmente nocivi per la salute di chi le avrebbe indossate, non presentavano le istruzioni in italiano. Il materiale era anche sprovvisto di documentazione accompagnatoria, contabile e fiscale che ne attestasse la legittima provenienza. Ora il commerciante rischia fino a 200mila euro di multa.

1500 litri di igienizzante sequestrati a Napoli

Ad Arzano sequestrate dalle Fiamme Gialle 773 confezioni di igienizzante spray per le mani. Erano state poste in vendita senza l’indicazione delle previste autorizzazioni ministeriali.

Dal negozio di Arzano i finanzieri sono risaliti fino alla fabbrica dove queste confezioni venivano preparate per il mercato. Si tratta di una fabbrica di Frattamaggiore, che ha convertito l’attività di produzione di saponi e detersivi in quella di disinfettanti per approfittare degli alti guadagni derivanti dall’attuale emergenza epidemiologica.

Sequestrati 1500 litri di composto liquido destinato al confezionamento di 20mila flaconi di igienizzante per le mani.

8mila articoli non sicuri sequestrati a Foggia

Nel capoluogo foggiano sono stati sequestrati 2820 flaconi di igienizzanti di varie dimensioni e privi di autorizzazione ministeriale, presso più punti vendita.

Non solo gli igienizzanti non riportavano le autorizzazioni richieste, ma erano venduti a prezzi sproporzionati.

Sequestrate anche 6mila mascherine monouso presso un grossista di detersivi, una merceria di Foggia e un farmacista di Ortanova. Le mascherine non erano a norma per la vendita al dettaglio.

“In un caso le mascherine messe in vendita erano costituite da un filtro simile a quello utilizzato per le cappe dei piani cottura, avvolto e cucito in un tessuto di cotone; in un altro caso erano state utilizzate delle coppe anatomiche per signore ai cui estremi era stato cucito un elastico”.
Sfruttamento dell’emergenza coronavirus a Torino

Al comune di Nichelino la pensavano più in grande e un dipendente del Comune e un dipendente di una ditta di pulizie, erano in procinto di organizzare una trattativa per sfruttare l’emergenza sanitaria.

La Guardia di Finanza ha sequestrato 8mila euro in due mazzette da 5 e 3mila euro, che sarebbero servite per procedere all’aggiudicazione di contratti per sevizi di pulizia.

Tra le gare di aggiudicazione l’affidamento di attività di sanificazione e disinfezione di immobili di proprietà del Comune di Nichelino.

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