15:13 28 Marzo 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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La Lombardia rischia il collasso del sistema sanitario. A Bergamo le persone si curano in casa perché in Ospedale non c'è più posto. A rischio anche il sistema delle pompe funebri.

Bergamo rischia il collasso, la Lombardia rischia il collasso. “Facciamo miracoli tutti i giorni” aveva detto ieri sera il governatore Attilio Fontana durante la conferenza stampa quotidiana.

I posti letto disponibili in Regione sono solo 15 sui 900 disponibili e a Bergamo, a leggere le cronache quotidiane e le testimonianze di chi vive in prima persona il dramma, lo scenario è da guerra.

In ospedale a Bergamo si arriva solo se gravi

La lettera di un figlio al padre anziano pubblicata dall’Eco di Bergamo restituisce la situazione su quanto si sta verificando nella città. I due ospedali, il Giovanni XXIII e il Policlinico di Ponte San Pietro non sono bastati a contenere i casi.

“Ormai in terapia intensiva intubiamo più di 7 persone al giorno” ha riferito l’anestesista Ivano Riva del Giovanni XXIII all’Ansa.

I medici non hanno più il turno, si lavora fino allo sfinimento. Il turno di riposo si fa ogni 14 giorni.

Si arriva in ospedale solo se si è ormai gravi ha scritto nella lettera il bergamasco, che ha potuto salutare il padre solo attraverso il telefono accostato da una infermiera al capezzale dell’anziano uomo, che è poi spirato poco dopo. E non lo rivedrà più il padre, perché chi muore affetto da Covid-19 viene portato direttamente al cimitero.

Pompe funebri al collasso

Non solo il sistema sanitario, ma anche le pompe funebri bergamasche sono al collasso.

Il presidente dei Liberi imprenditori Associati di Bergamo Pietro Bonaldi denuncia dalle colonne di BergamoNews che gli imprenditori delle pompe funebri sono stati lasciati soli. Senza protezioni adeguate ricompongono le salme dei deceduti di Covid-19. Ed ora anche gli imprenditori delle pompe funebri sono in ospedale ammalati.

Molte anche le defezioni, perché, a fronte di una continua richiesta ufficiale di dispositivi di protezione individuale per gli operatori delle pompe funebri, nessuno gliene ha ancora fornite.

Mancano quindi operatori e mancano le protezioni, se dovesse continuare così, i deceduti potrebbero restare dove sono.

Questo lo scenario dal fronte di guerra lombardo, dove si combatte la pandemia da Covid-19 senza sosta.

A Bergamo si curano i malati a domicilio

E se gli ospedali sono pieni la soluzione è curare i malati presso i loro domicili. A spiegare la situazione sono i giovani tecnici di diagnostica domiciliare all’Eco di Bergamo.

Ricevono 100 telefonate al giorno, ma riescono al massimo a fare 40 radiografie domiciliari: sono solo in due.

A chiamarli gli ammalati in isolamento a casa, ma anche i medici di base che li indirizzano verso i loro pazienti malati. E in alcuni casi i medici di base li chiamano per loro stessi.

Il nostro turno è dalle 8 del mattino alle 23, “ma non molliamo”.
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