18:39 12 Luglio 2020
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L'allarme è stato lanciato da Alarm Phone: 110 sono le persone che si trovano in pericolo, su un gommone, nella zona di ricerca e salvataggio maltese. Al momento della prima telefonata ricevuta dall'organizzazione, i migranti avevano giá trascorso piú di 30 ore in mare dopo essere fuggiti dalla Libia.

La scorsa notte Alarm Phone ha ricevuto numerose telefonate da un gommone, con 110 persone a bordo, che si trovava nella zona SAR (Search and Rescue) maltese. Al momento della prima telefonata i migranti avevano già trascorso oltre 30 ore sul gommone dopo essere fuggiti dalla Libia.

Secondo quanto riferito dal comunicato stampa di Alarm Phone "Alarm Phone ha informato le Forze Armate di Malta (AFM) sia per email che telefonicamente. Nelle ore successive Alarm Phone ha aggiornato AFM sulla posizione del gommone in movimento per ben 8 volte [...] Mentre la nave Guneshli, arrivata sul posto, stava ancora ispezionando la zona alla ricerca del gommone, AFM ha richiesto ad Alarm Phone di chiedere alle persone a bordo del gommone di usare luci di segnalazione per farsi trovare dalla nave cisterna. Verso le 5 di questa mattina, AFM ha confermato con una comunicazione telefonica che la nave Guneshli aveva trovato il gommone in pericolo".

​"Dopo due ore di standby, la nave cisterna Guneshli ha lasciato l’area, proseguendo verso nord. Non abbiamo ricevuto nessuna chiarificazione riguardo al perché di questa decisione. Non siamo riusciti a spiegare alle persone sul gommone il perché se ne siano andati. AFM è responsabile per il coordinamento delle operazioni di soccorso nella zona SAR di Malta e quindi di questo gommone in pericolo. Non è accettabile che 110 persone siano lasciate da sole in mare in pericolo di vita senza nessun soccorso in procinto di arrivare e senza una spiegazione. [...] Chiediamo il soccorso immediato delle 110 persone in pericolo nella zone SAR maltese. Malta e l’Europa devono porre fine a queste continue omissioni di soccorso", conclude il comunicato stampa di Alarm Phone.

Le ultime operazioni di soccorso effettuate dopo gli allarmi lanciati da Alarm Phone sono avvenuti a febbraio: la nave Sea Watch ha soccorso, in due operazioni, 121 persone a largo della Libia, mentre la nave Ocean Viking ha salvato 92 persone, sempre a largo delle coste libiche.

 

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