05:01 09 Agosto 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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L'assessore al Welfare della regione Lombardia smentisce che vi sia una selezione dei malati per l'ingresso alla TI. Nei giorni precedenti l'associazione anestesisti aveva diramato un codice etico per stabilire i criteri per l'"intubabilità".

"Non è vero che negli ospedali della Lombardia alle prese con l’emergenza Coronavirus si fa un scelta tra chi curare e chi no" ha dichiarato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, intervistato da Radio24.

Si è di fronte ad una emergenza ma le cure sono garantite a tutti.

“Smentisco, il sistema sta reggendo – ha aggiunto – Può essere  che in alcuni ospedali non ci siano più posti letto, come ieri a Cremona, ma interviene il sistema spostandoli in altri ospedali lombardi”.

Il documento di SIIARTI

Nei giorni scorsi l'associazione di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, aveva diramato un comunicato in cui venivano proposti alcuni criteri per far fronte alla carenza strutturale di posti in TI. 

Si tratta di un documento con cui i medici rianimatori chiedono di estendere le regole del “triage” di guerra agli ospedali italiano scegliendo di curare solo chi ha la possibilità di guarire, arrivando ipotizzare un limite di età per l'ingresso in TI, da specificare nelle cartelle cliniche di ogni paziente prima dell'aggravamento del proprio stato di salute.

Un criterio estendibile a tutti i pazienti, non esclusivamente applicabile ai malati di Covid-19. 

“I criteri - spiega l’associazione - riguardano tutti i pazienti intensivi, non solo i pazienti con infezione da Covid-19” in quanto “un eccessivo aumento straordinario dei letti intensivi non garantirebbe cure adeguate ai singoli pazienti e distoglierebbe risorse, attenzione ed energie ai restanti pazienti”.

Una lotta contro il tempo

“La nostra – ha detto ancora Gallera – è una corsa contro il tempo quotidiana che fortunatamente fino a oggi stiamo vincendo noi, prova della forza straordinaria del nostro sistema sanitario, però è veramente sempre più difficile”.

La regione Lombardia è attualmente la zona più colpita dall'epidemia, con 135 decessi, seguita dall'Emilia-Romagna con 15 e Veneto 6. Il 45% dei deceduti è nella fascia d'età tra 80-89 anni.

Nelle ultime 24 ore sono aumentati del 10,7% i contagi in tutto il Paese. al virus Sars-Cov-2. In base al bollettino diramato dal commissario straordinario Borrelli, in 24 ore il numero di positivi è passato da 9.172 a 10.149, facendo dell'Italia il maggior l'epicentro della malattia in Europa. 

I decessi in totale sono 631, 168 in più nelle ultime 24 ore, mentre sono 1004 i guariti, 280 in più rispetto a lunedì 9 marzo. 

 

 

 

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