18:38 26 Novembre 2020
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Una ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità mette in luce come anche i giovani possano ammalarsi di Covid-19, il virus Sars-CoV-2 colpisce anche giovani adolescenti. La tutela è quindi valida per tutti.

Uno studio appena pubblicato dell’Istituto Superiore di Sanità certifica che tutti si possono ammalare di Covid-19, la malattia generata dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2.

“Il 22% dei pazienti positivi al tampone per Sars-CoV-2 ha tra 19 e 50 anni”, scrive l’ISS.

Questo fa capire che tutte le fasce di età devono rispettare le norme di distanziamento sociale per garantire a se stessi e agli altri di non contrarre un virus che, se per i giovani sani si dimostra poco virulento, per le persone più anziane può risultare letale.

E può risultare letale anche per gli amici e le amiche coetanei che hanno problemi sanitari gravi o che sono immunodepressi.

Giovani pensate agli anziani

Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro ha rilevato le tante violazioni da parte dei giovani, una fascia d’età che “contribuisce alla propagazione dell’infezione” afferma.

Pensare oggi da giovani gli anziani è anche un modo di pensare se stessi nel futuro, un esercizio di autoresposabilizzazione che farà bene anche alla crescita e maturità personale come uomini e come donne. Perché è in questi impegni seri e concreti che si cresce davvero.

I dati dei giovani affetti da Covid-19

“Dall’analisi, su 8342 casi positivi al 9 marzo alle ore 10, emerge che l’1,4% ha meno di 19 anni, il 22,0% è nella fascia 19-50, il 37,4% tra 51 e 70 e il 39,2% ha più di 70 anni, per un’età mediana di 65 anni. Il 62,1% è rappresentato da uomini. Sono 583 gli operatori sanitari positivi”.

Come evolve la malattia Covid-19?

La ricerca, in rapida e costante evoluzione, dell’Iss fornisce anche dati sull’evoluzione della malattia Covid-19.

“Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei sintomi e la diagnosi è di 3-4 giorni. Il 10% dei casi è asintomatico, il 5% con pochi sintomi, il 30% con sintomi lievi, il 31% è sintomatico, il 6% ha sintomi severi e il 19% critici. Il 24% dei casi esaminati risulta ospedalizzato. L’analisi conferma che il 56,6% delle persone decedute ha più di 80 anni, e due terzi di queste ha 3 o più patologie croniche preesistenti”.
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