02:13 08 Aprile 2020
Italia
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Società attiva nello smaltimento di rifiuti pericolosi e bonifiche, recuperava gli scarti di amianto che miscelava con terra o cemento e rivendeva come materia prima per cantieri.

Il blitz del Noe di Trento nella sede di una importante azienda di Isera, operante nell'ambito delle attività di scavo e movimentazione terra, riciclaggio di rifiuti speciali e bonifiche ambientali di siti contaminati, ha portato alla luce una gestione illecita di rifiuti pericolosi che anziché essere smaltiti, venivano miscelati e rivenduti come materie prime di costruzione. 

In particolare veniva recuperata un'ingente quantità di rifiuti di amianto, sostanza altamente cancerogena e inquinante, destinati allo smaltimento in apposita discarica come previsto dal piano di bonifica.

La società provvedeva a rendere artificiosamente difficoltosa la tracciabilità dei rifiuti che venivano poi miscelati fra loro o con cemento, per essere poi venduti come materiale da costruzione o copertura per opere stradali, discariche e riempimenti di vario tipo. 

Nel corso perquisizioni avvenute nella sede dell'azienda e condotte dal Noe, congiuntamente con il Nucleo Investigativo dell’APPA e con il supporto del Nucleo Operativo Specialistico del Corpo Forestale Trentino, del Servizio Minerario e dell’Ispettorato del Lavoro, sono stati ritrovati siti abusivi di stoccaggio di terre contaminate da amianto provenienti dal bresciano. 

Constatata la difformità dell’impianto rispetto a quanto previsto dall'autorizzazione ambientale, i carabinieri hanno proceduto al sequestro del sito, su cui dovrà adesso esprimersi la Procura di Rovereto. Le posizioni dei responsabili dell'azienda sono la vaglio della DDA della Procura di Trento, che indagheranno per le ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti.

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carabinieri, rifiuti, Trento, Italia
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