11:48 08 Agosto 2020
Italia
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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Maria Rita Gismondo, direttrice di virologia all'Ospedale Sacco, impegnato nella lotta al coronavirus, ha elencato 10 punti per affrontare l'emergenza. E aggiunge: "Sfiducia e confusione alimentate dalle continue polemiche dei politici"

La dottoressa Maria Rita Gismondo, in trincea per contrastare i contagi sin dai primissimi giorni dell'emergenza, ritiene che la situazione sia sotto controllo e andrebbe affrontata senza esagerare con gli allarmismi. Ma allo stesso tempo non bisogna mai abbassare la guardia, perché il rischio esiste. La direttrice del laboratorio di virologia dell'ospedale Sacco, su Il Fatto Quotidiano, spiega le 5 ragioni per cui bisogna essere ottimisti e le 5 ragioni per preoccuparsi.  

Mortalità bassa e competenza dei medici

Non c'è alcuna ragione per entrare in allarme, creare psicosi e lasciarsi andare ad atteggiamenti irrazionali. L'infezione è sotto controllo, basta saperla gestire e tenere in mente alcuni punti.

  • Innanzitutto il pericolo è contenuto. Dinnanzi ad una facilità nella trasmissione del virus il pericolo di ammalarsi è del 10% e quello di ammalarsi gravemente è ancora più basso. 
  • La mortalità è bassa. I decessi riguardano per lo più, individui esposti per l'età avanzata o un quadro clinico già compromesso da patologie pregresse. 
  • Gli italiani hanno risposto all'emergenza in maniera responsabile, accettando il protocollo e le limitazioni per impedire o ritardare la diffusione dei contagi. 
  • I medici italiani sono competenti.
  • I confini non possono fermare il virus, ma bisogna mettere in atto comportamenti virtuosi.

Cautela per gli anziani e meno esposizione mediatica

L'Italia è un paese di anziani e questo può determinare una maggior diffusione del virus e penetrazione. Allo stesso tempo, se in contagi non sono molti in percentuale, lo sono in valore assoluto, mettendo sotto pressione il sistema sanitario nazionale impreparato a un'emergenza di questa scala. Inoltre l'attribuzione alle regioni delle competenze in materia sanitaria ha impedito una risposta unica e unitaria per tutto il territorio nazionale.

Dall'altro lato l'Italia è stata penalizzata a livello internazionale per aver comunicato per prima in occidente il numero dei contagi e la reazione ai media è stata quella di entrare in allarmismo. 

D'altro canto, sottolinea la virologa, i continui litigi dei politici hanno alimentato "sfiducia e confusione".  "Una quarantena utile potrebbe essere la quarantena mediatica dalla politica". 

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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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