20:27 07 Aprile 2020
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Al momento non ci sono rivendicazioni ma le indagini della Procura e gli inquirenti della Digos e dei Ros non possono scartare alcuna ipotesi. Di mira un’epidemiologa, un’impiegata dell’INAIL e una dipendente universitario.

Tre plichi bomba che esplodono e feriscono tre donne. Uno era indirizzato a un'epidemiologa ex dipendente dell'Università di Tor Vergata ed è scoppiato invece al centro smistamento poste a Fiumicino ferendo a mani e viso un’impiegata. Un’altra busta è esplosa in un’abitazione privata a Roma ferendo una 54enne impiegata dell'Inail, la terza, anch’essa a Roma, è arrivata a destinazione e ferito una 68enne ex dipendente dell'Università del Sacro Cuore alle mani e al volto.

Non è ancora chiaro se si tratti di opera di uno squilibrato, una vendetta personale o un attentato terroristico. Dai primi accertamenti sembrerebbe che le destinatarie delle buste non si conoscessero tra di loro. Le vittime per altro non hanno funzioni istituzionali rappresentative e non hanno a che vedere con apparati dello Stato. Del resto non sono giunte rivendicazioni.

Il modus operandi tuttavia lascia molti dubbi a Procura e inquirenti che hanno fatto sapere di non escludere alcuna pista e prendere in debita considerazione anche quella terroristica.

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