16:35 14 Luglio 2020
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Sergio Mattarella da Sant'Anna di Stazzema ricorda il barbaro eccidio di civili inermi da parte delle SS naziste indottrinate al culto della razza superiore. Abbiamo il dovere della memoria dice.

“Non c’è alcuna ragione di guerra che possa anche soltanto attenuare la disumana crudeltà inflitta alle persone e ai loro corpi straziati, accatastati, e per oltraggio anche arsi nel fuoco”.

Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso pronunciato da Sant’Anna, la frazione del comune di Stazzema (Lucca), teatro di un eccidio di massa la mattina del 12 agosto 1944, in cui non fu risparmiata la vita nemmeno ad Anna Pardini che aveva 20 giorni di vita.

Il presidente Mattarella ricorda, a 50 anni dalla Medaglia d'oro assegnata al Comune di Stazzema, che le SS naziste, guidate da “ufficiali aguzzini” al comando di “giovani militari indottrinati al culto della razza superiore, sterminarono persone inermi che invocavano pietà”.

“Non si volle solo uccidere. L’obiettivo era annientare, cancellare l’umanità delle vittime e la coscienza stessa della comunità”.

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Mattarella ricorda che in quei giorni, i fascisti, cioè altri italiani, “collaboravano con l’invasore e si facevano suggeritori ed esecutori di rappresaglie” avvenute a Forno, Pioppeti di Montemagno, Fivizzano, Mezzano e ancora Marzabotto e Monte Sole.

La memoria è un dovere

Bisogna ricordare dice Mattarella, “perché la memoria è un dovere” e “rappresenta un valore di umanità. Costituisce patrimonio della comunità”.

“Il tempo può attenuare il dolore, può allontanare lo strazio degli orrori più indicibili, ma non dobbiamo consentire che le coscienze si addormentino, che le intelligenze smettano di produrre anticorpi al virus della violenza e dell’odio, che la nostra responsabilità verso le giovani generazioni sia elusa sino al punto di rinunciare al passaggio di testimone della memoria”.

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