09:42 05 Aprile 2020
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Due genitori di Castell'Umberto nel 2015 si rivolsero ad alcuni “mediatori” per cercare di avere un bimbo rumeno e pagarono circa 35mila euro. Ora la Corte d'Appello del Tribunale di Messina ha emesso 8 condanne.

Otto condanne, ma con uno “sconto” di pena. Al centro una brutta storia che all'epoca interessò tutta l'Italia furono due genitori di Castell'Umberto, che nel 2015 si rivolsero ad alcuni “mediatori” per "comprare" un bimbo rumeno, pagando una cifra di circa 35mila euro.

La sentenza decisa dalla sezione penale della Corte d'appello presieduta dal giudice Alfredo Sicuro per l'inchiesta “Copil” è quella di effettuare 8 condanne, ma con alcuni sconti di pena. La sentenza ha in sostanza ridimensionato le pene inflitte in primo grado nel dicembre del 2018 decisa dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Messina. In appello quindi sette le riduzioni e una la conferma.

La vicenda del bimbo "venduto"

Il 24 febbraio 2015 nella provincia di Messina scoppiò il caso del bimbo rumeno di 8 anni "comprato" da una coppia originaria di Castell’Umberto, il cui desiderio di avere un figlio era stato talmente forte da spingere i due a rivolgersi a pregiudicati tortoriciani e pagare più di 35 mila euro di acconto.

Durante le indagini, i carabinieri scavarono a lungo nel passato dei coniugi Calogero e Lorella Maria Conti Nibali che da tempo avevano abbandonato Castell’Umberto per trasferirsi in Svizzera. Loro, già genitori di una ragazza con gravi disabilità e reduci di diversi aborti, non riuscivano a rassegnarsi al fatto di non avere un altro figlio. Avrebbero fatto di tutto per ottenerlo.

Le indagini fecero poi emergere come, nel gennaio 2008, la coppia avesse già dichiarato la nascita di un fantomatico bambino a cui aveva dato le generalità di Carmelo Luca Conti Nibali. Un pargoletto in realtà inesistente che però, grazie a false dichiarazioni all’ufficiale dello Stato Civile del Comune di Castell’Umberto, compariva regolarmente all’anagrafe. In seguito, nel 2015, i genitori si procurarono questo piccolo di 8 anni, facendolo entrare in Italia con l'identità di Carmelo Luca Conti Nibali.

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