03:29 05 Aprile 2020
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L'uomo aveva anestetizzato la sua vittima con un siero rinvenuto dai carabinieri in un cestino dei rifiuti speciali, nel reparto in cui la donna era ricoverata. Adesso è in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata.

Un infermiere di 53 anni, durante il turno di lavoro al Policlinico Universitario G. Martino di Messina, ha narcotizzato e molestato sessualmente una paziente, approfittando della minorata difesa indotta nella donna. 

E' stata la stessa vittima a denunciare gli abusi subiti ai carabinieri della Stazione di Gazzi, che lo scorso 17 febbraio sono intervenuti presso l'ospedale, dove hanno rinvenuto le prove a carico dell'indagato che hanno permesso di ricostruire le dinamiche dei fatti.  

Determinante è stato il ritrovamento di una fiala contenente residui di anestetico, gettata in un contenitore per i rifiuti speciali sanitari del reparto in cui era ricoverata la donna e la presenza di tracce biologiche sugli indumenti della vittima. Questi indizi hanno permesso di ricostruire come il 53enne, di turno durante la notte in cui era ricoverata la vittima, avesse somministrato una sostanza non prevista dalla terapia al fine di abusare sessualmente della paziente. 

Le indagini, avviate dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura, hanno portato all'arresto con l'accusa di violenza sessuale aggravata dell'infermiere, che si trova attualmente in carcere. Il direttore generale del Policlinico, dott. Giuseppe Laganga, ha espresso vicinanza alla vittima, specificando che l'ospedale è parte lesa e che è pronto a costituirsi parte civile. 

L'azienda ospedaliera "aveva avviato accertamenti interni, tramite un’apposita commissione, e l’infermiere coinvolto era stato allontanato dal posto di lavoro. Il Policlinico è poi stato costantemente a fianco degli inquirenti, garantendo loro tutta la collaborazione richiesta. Siamo pronti a costituirci parte civile in un eventuale dibattimento” sottolinea Laganga. 

Lunedì scorso un altro infermiere del Policlinico era stato al centro dell'attenzione mediatica per aver diffuso un video in cui, indossando una mascherina e una tuta da isolamento, comunicava il primo caso di positività al Covid-19 in Sicilia. Il video è stato immediatamente smentito dalle autorità ospedaliere, l'infermiere è stato licenziato e denunciato per procurato allarme. 

 

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