08:26 10 Aprile 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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Oltre 100 nuovi casi da lunedì e nelle zone rosse arrivano le forze armate per garantire il rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione.

Sono 11 le vittime finora accertate del nuovo coronavirus cinese in Italia, con le morti di altri quattro anziani che si sono andate a sommare a quelle degli altri sette connazionali deceduti dall'inizio dell'emergenza sanitaria.

Ancora una volta colpiti Lombardia e Veneto, rispettivamente con tre ed una vittima. E proprio la Lombardia rimane il centro del focolaio italiano, con 240 contagi conclamati su un totale di 326 su tutto il territorio nazionale.

Segue il Veneto, con 45 risultati positivi, l'Emilia Romagna, con 26, il Piemonte, il Lazio e la Sicilia con 3, la Liguria con 2 e l'Alto Adige con 1 infetto. 

I pazienti ricoverati sono in questo momento 114, dei quali 35 si trovano in terapia intensiva, con altre 162 persone che si trovano in isolamento domiciliare.

Un caso sospetto anche nelle Marche, in provincia di Pesaro, con il campione di un paziente che è stato inviato al Lazzaro Spallanzani di Roma per ulteriori verifiche e l'eventuale conferma di un nuovo contagio da Covid-19. Stando a quanto riferito dall'Ansa, il paziente è stato isolato presso il proprio domicilio e presenta delle buone condizioni di salute.

Il cluster lombardo-veneto

E intanto sembra sempre più probabile che il più significativo focolaio italiano possa essere quello circoscritto nel lombardo-veneto, zone dove peraltro si sta registrando il numero più alto di infezioni.

A testimonianza di ciò anche il fatto che molti tra i contagiati in altre aree dello stivale o provenivano da quelle zone, come i tre turisti bergamaschi positivi a Palermo, o vi erano transitati, come per il secondo contagiato ligure, che era passato da Codogno nelle scorse settimane.

Vengono dalla Lombardia anche alcuni dei contagiati all'estero, come la coppia di turisti ricoverata in isolamento a Tenerife, in Spagna, la 36enne lombarda risultata positiva a Barcellona e la coppia bergamasca a Innsbruck.

Virus in circolo da "una/due settimane"

Che il virus circolasse "da una o due settimane" prima del reperimento dei primi casi sembra ormai essere una certezza, come riferito dal direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Iss, Giovanni Rezza:

"Quasi tutto è riconducibile all'epicentro dell'epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai più piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall'epicentro dell'epidemia - spiega l'esperto, contestualizzando poi il tasso di mortalità, attualmente al 2-3% - in Italia c'è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalita' del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l'influenza. Da quest'ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il coronavirus c'è la mortalità. L'unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo".

Arriva l'Esercito nella zona rossa

Nella cosiddetta zona rossa, ovvero quella dei 10 comuni del lodigiano e a Vò, in Veneto, è arrivato l'Esercito.

I militari saranno impegnati nel controllo del territorio e contribuiranno al presidio dei check point e all'applicazione delle norme preventive per impedire un'ulteriore diffusione dell'agente patogeno.

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