16:35 01 Giugno 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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Chiudere i voli diretti Italia-Cina è stata la giusta soluzione oppure un errore che ci ha portati alla situazione in cui siamo ora? Parla il professore italiano membro dell'OMS.

“Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località”.

Lo ha detto il professore Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica e membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), intervistato dal quotidiano online La Stampa.

Un timore che già serpeggiava da tempo e cioè che chi non ha potuto rientrare in Italia dalla Cina con un volo diretto, e non ha potuto usufruire del “passaggio” dato dai voli dell’Aeronautica Militare italiana o da altri voli militari congiunti organizzati in Europa, è rientrato in Italia saltando di scalo aeroportuale in scalo aeroportuale.

Il ministro della Salute Speranza, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri straordinario di ieri sera, ha esaltato la scelta dell’Italia di chiudere i voli diretti non appena l’OMS aveva promulgato ufficialmente lo stato di emergenza a fine gennaio.

Le proteste della Cina

La chiusura dei voli diretti aveva sollevato le deboli proteste della Cina, che aveva richiesto all’Italia di riaprire i collegamenti. Ma allora la scelta era sembrata la più coerente e giusta da prendere, ma a quanto pare non era così, forse.

Solo l’Italia ha chiuso i voli diretti in Europa

In Europa, lo ha sottolineato anche il ministro Speranza e lo ha messo in evidenza anche il professor Ricciardi nell’intervista, che:

“Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio”.

Secondo il professore di Igiene della Cattolica e membro dell’Organizzazione mondiale della sanità, i voli diretti Italia – Cina ci avrebbero consentito di monitorare meglio chi proveniva dalla Cina.

Due modus operandi apparentemente discordanti

Al di là di quest’ultima indiscrezione. Un altro fatto che lascia perplessi è il doppio modo di operare su chi è rientrato dalla Cina o da altri focolai di infezione.

Infatti, mentre chi è stato riportato in Italia dalla Cina o dalla nave crociera Diamond Princess, con un volo militare, è stato obbligatoriamente sottoposto alla quarantena presso un centro individuato dal ministero della Salute (Cecchigola, ospedale del Celio o Spallanzani per i casi positivi).

Chi invece si trovava a bordo della nave crociera Westerdam autorizzata a sbarcare nel porto in Cambogia, dove si sono verificati casi di infezione da Covid-19, ed è rientrato in Italia autonomamente, non è stato posto in quarantena presso un centro, ma lo si è lasciato in quarantena fiduciaria a casa.

Di questo argomento ora che c’è l’emergenza se ne parla poco, ma in seguito potrebbe tornare in primo piano.

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