15:29 21 Settembre 2020
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La Guardia di Finanza ha arrestato 22 persone con l'accusa di associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità. Grazie a una rete internazionale di prestanome, producevano false fatturazioni da vendere alle imprese per evadere il fisco.

Lo studio di un commercialista di Brescia era stato trasformato in una vera e propria "fabbrica" dell'evasione fiscale, destinata a produrre guadagni illeciti per circa 80 milioni di euro. 

Con una vasta operazione, denominata "Evasione continua" ed effettuata in diverse province italiane, Guardia di Finanza ha scoperto un giro di false fatturazioni per il valore di mezzo miliardo di euro.

La Procura della Repubblica, con con il supporto del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata (SCICO) di Roma, ha emanato 22 ordinanze di custodia cautelare, di cui 15 in carcere e 5 ai domiciliari. Notificate anche due misure di interdizione allo svolgimento della professione di imprenditore e amministratore di società. 

Il sodalizio vendeva dei veri e propri pacchetti di servizi per evadere il fisco, in particolare illeciti tributari attraverso prestanome e società di comodo (nazionali o all'estero) che fornivano false fatturazioni per la produzione di crediti fittizi. I servizi venivano offerti attraverso una rete appositamente costituita tra gli imprenditori. 

Chi cadeva nella rete difficilmente poteva uscirne, poiché sottoposto a minacce e intimidazioni.

Nelle indagini sono coinvolte circa 100 persone, tra cui professionisti che operavano all'estero, in Croazia e Ungheria. 

 

 

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Guardia di Finanza, Italia
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