05:45 26 Settembre 2020
Italia
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Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio un drone ha ronzato per 10 minuti nel cortile dell'abitazione romana di Luigi Di Maio. Si cerca il responsabile.

La Questura di Roma indaga su un misterioso drone che una settimana fa ha violato la no fly zone - imposta sui luoghi d'arte e sulle residenze delle massime istituzioni italiane - ed ha invaso la privacy del ministro degli Esteri, restando per quasi dieci minuti a ronzare, e forse curiosare, nel cortile di casa Di Maio.

L'episodio è avvenuto verso le tre della notte tra lunedì 10 e martedì 11 febbraio. Scatta l'allarme della scorta per la violazione del cordone di sicurezza attorno all'abitazione romana del ministro degli Esteri. Che non c'è, si trova all'estero per una missione nei Balcani, ma le indagini scattano lo stesso perché i piccoli droni possono essere attrezzati di videocamere e tecnologie avanzatissime.

Il ministro viene allertato ma minimizza. Ma per gli inquirenti è giallo. Intanto sono partite le indagini, guidate dalla digos, per individuare il pilota del piccolo velivolo telecomandato, ma soprattutto per scoprire cosa stesse facendo proprio nel cortile di Di Maio. Era finito lì per errore? O stava raccogliendo informazioni sensibili? Per chi o per quale fine?

Sull'episodio c'è il massimo riserbo e sinora nessuna informazione è trapelata dagli investigatori.

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Luigi Di Maio, Italia
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