16:04 28 Marzo 2020
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Alitalia usata come bancomat da manager e da Etihad, prima di essere riconsegnata allo Stato italiano che ora la gestisce con i soldi dei contribuenti. Chiusa l'indagine di Civitavecchia con 21 nomi eccellenti.

Alitalia usata come bancomat per pagare cene di gala come quella da 6mila euro alla Casina Valadier di Roma, o i 133mila euro usati per pagare i catering che dovevano occuparsi di far mangiare i membri dei Consigli di amministrazione di Alitalia durante le loro riunioni. Avrebbe dovuto pagare Etihad, ma la società ha “indebitamente” riaddebitato 458mila euro ad Alitalia.

Ma è solo la punta dell’iceberg, perché ci sono ulteriori 600mila euro contestati agli amministratori delegati che hanno gestito la società dal 2014 al 2017, ovvero Cassano, Montezemolo e Cramer Ball.

Alitalia la cassa continua da cui fuoriuscivano soldi a fiumi per riempire le tasche di chi la gestiva, mentre gli ammanchi venivano coperti con falsi bilanci ben architettati da commercialisti di primo livello, gente che la materia la insegnava anche all’Università.

Etihad, secondo l’accusa, avrebbe fatto il resto spolpando Alitalia prima di disfarsene ormai sazia dei soldi che aveva succhiato.

La chiusura delle indagini

I giudici hanno chiuso le indagini ed emesso avvisi di garanzia per 21 indagati con reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali, ostacolo alle funzioni di vigilanza, falso in atto pubblico.

Insomma c’è né abbastanza per aprire un caso Alitalia nel caso Alitalia e c’è né abbastanza anche per domandarsi di più. Per domandarsi dov’era il livello politico che proprio quei manager decideva di mettere alla guida di Alitalia, per domandarsi dove erano i livelli di controllo sindacali.

I nomi eccellenti della bancarotta Alitalia

Da Luca Cordero di Montezemolo all’attuale ad di Unicredit Jean Pierre Mustier, al vice presidente di Intesa Sanpaolo Paolo Andrea Colombo, all’ex sindaco di Alitalia Corrado Gatti e ora nel cda di Intesa Sanpaolo, l’Ad di Etihad James Hogan, i nomi sono da far tremare i polsi.

E poi c’è Enrico Laghi, ex commissario di Alitalia e che proprio in queste ore è stato nominato liquidatore anche di Air Italy. Laghi, commercialista e docente universitario, ha una delle posizioni più delicate e nevralgiche all’interno dell’impianto accusatorio della magistratura di Civitavecchia.

Non solo avrebbe dichiarato il falso al Mise affermando di non aver mai collaborato con Alitalia, quando non era così, ma proprio la sua valutazione è un passaggio centrale nella ricostruzione della procura di Civitavecchia.

Le false plusvalenze

I conti di Alitalia venivano falsamente ricostruiti a tavolino con plusvalenze inesistenti. Nel 2015 furono registrati a bilancio 136 milioni e 700mila euro per attestare perdite a 199 milioni di euro invece dei reali 335 milioni di euro. Nel 2016 le false plusvalenze furono invece di 83 milioni.

 

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