22:55 19 Febbraio 2020
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Il maestro venerabile della Loggia P2, Licio Gelli, il banchiere Umberto Ortolani, il prefetto Federico Umberto D'Amato e il missino Mario Tedeschi furono i finanziatori e gli organizzatori della strage alla stazione di Bologna, secondo la procura. Paolo Bellini, ex Avanguardia Nazionale, fu l'esecutore.

La Procura di Bologna ha emesso 4 avvisi di chiusura di indagine per la strage avvenuta quarantanni fa alla stazione, quando l'esplosione di una bomba il 2 agosto 1980 costò la vita a 85 persone, mentre altre 200 restarono ferite. Una strage che si inserisce all'interno della cosiddetta strategia della tensione, che per gli inquirenti fu organizzata dalla massoneria e da  pezzi di stato "deviati", che agevolarono i depistaggi. 

Nel registro degli indagati è stato iscritto Paolo Bellini, ex Avanguardia Nazionale, ritenuto esecutore, che avrebbe agito su ordine di Licio Gelli, "Maestro Venerabile" della Loggia P2. Ed è proprio la P2 che, secondo i pm, avrebbe organizzato e finanziato la strage. 

Gelli agì assieme al banchiere Umberto Ortolani, considerato la mente della P2, all'ex senatore missino Mario Tedeschi, membro della loggia, e al prefetto Federico Umberto D'Amato, tutti ormai deceduti da anni. Per la Procura di Bologna furono loro i mandanti, organizzatori e finanziatori della strage, che agirono in concorso con gli ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari, un'organizzazione di stampo neofascista) già agli arresti: Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini Gilberto Cavallini. Quest'ultimo condannato in primo grado poco più di un mese fa. 

Ma non sarebbe tutto. La preparazione del massacro sarebbe iniziata nel settembre del 1979. All'organizzazione avrebbero preso parte "altre persone ancora da identificare".

L'avviso all'ex generale del Sisde

La procura ha inviato tre avvisi per depistaggio e falsità. Uno dei destinatari è un ex 007, Quintino Spella. 90 anni, generale del Sisde in pensione, all'epoca dei fatti dirigente dei servizi segreti a Padova. 

In base a quanto si legge negli atti, Spella "sentito in veste di persona in grado di riferire circostanze utili per le indagini (...) negava il vero sostenendo di non avere incontrato nel luglio e nell'agosto 1980 (in particolare, nei giorni 15, 19 e 21/7 e 6/8) il magistrato di sorveglianza in Padova, Giovanni Tamburino, che lo aveva reso edotto di quanto appreso da Vettore Presilio, detenuto nel carcere di Padova, e in particolare: della preparazione di un attentato di notevole gravità, la cui notizia avrebbe riempito le pagine dei giornali di tutto il mondo, nonché del progetto di allentato al Giudice Stiz che lo stesso gruppo terroristico aveva in programma dì compiere".

I destinatari degli altri due avvisi sono Domenico Catracchia e Piergiorgio Segatel. L'inchiesta è stata condotta da Guardia di Finanza, Digos e Ros, sotto la coordinazione dell'avvocato generale Alberto Candi e dei sostituti Umberto Palma e Nicola Proto.

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Bologna, strage, Italia
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