08:03 27 Ottobre 2020
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Temperature verso i 20 gradi, Sole e alberi da frutta già in fiore. Ma gli agricoltori pugliesi e siciliani sentono ‘puzza di bruciato’ e lanciano l’allarme. Cosa temono possa esattamente accadere?

Un clima che farebbe invidia a chiunque in questo periodo dell’anno, eppure c’è qualcosa che non va, fanno notare la Coldiretti Puglia e la Confagricoltura Sicilia. La prima pubblica un’analisi che mette in guardia dagli effetti del clima ‘pazzo’ di questo inizio anno e dalla carenza di riserve idriche, la seconda punta l’attenzione su quelli che potrebbero essere i ritardi per le produzioni cerealicole e dei rischi per invece gli anticipi delle fioriuture arboree.

“Dopo le forti raffiche di vento e la colonnina di mercurio in caduta libera, si sta tornando a temperature che raggiungeranno nuovamente i 20 gradi centigradi. I continui shock termici stanno mandano in tilt qualche albero da frutto che sta fiorendo in anticipo anche di 2 mesi. Il clima pazzo non aiuta certamente la programmazione colturale in campagna e la diminuzione di acqua negli invasi è continua e costante, mitigata solo parzialmente dalla sporadiche piogge torrenziali che producono solo un effetto disastroso sui campi”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia che per altro fa notare come le riserve idriche negli invasi si siano dimezzate di netto nell’ultimo anno passando dai 280 milioni di metri cubi dello stesso periodo del 2019 ai 140 milioni di adesso.

“La mancanza di piogge accompagnata da temperature molto al di sopra delle medie stagionali, per non dire estive”, scrive invece Ettore Pottino, presidente di Confagricoltura Sicilia, “sta producendo ritardi e fallanze a carico delle produzioni cerealicole ed anticipi di fioritura per quelle arboree con notevoli rischi in caso di riabbassamento delle temperature o gelate. Si tratta di un fenomeno abbastanza inconsueto, non solo per l’agricoltura siciliana, al punto che non sembrano esserci spazi per l’applicazione, in caso di mancato reddito, delle disposizioni previste dal Fondo di Solidarietà Nazionale”.

Il Fondo di solidarietà nazionale risponde all'esigenza di fornire sostegno economico alle imprese colpite da calamità naturali o eventi climatici avversi, e anche epizoozie o fitopatie al fine di garantire la stabilità economica e produttiva dell'impresa agricola. Risponde però della perdita della produzione lorda vendibile causata dalle avversità, non copre invece le fasi antecedenti la mancata produzione. Una gelata adesso, con tutti gli alberi in fiore... facile immaginare quali danni enormi comporterebbe. D’altra parte temperature ostinatamente alte e piogge scarse ridurrebbero ulteriormente le riserve idriche con rischio di vera e propria siccità conclamata all'arrivo della calda estate del sud-Italia.

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