09:30 30 Ottobre 2020
Italia
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I debiti della pubblica amministrazione italiana potrebbero costare al Paese due miliardi di euro di maximulta, sanzione firmata dall'Ue. L'allarme arriva dalla Cgia Mestre, l'Associazione Artigiani e Piccole Imprese.

Secondo quanto riferito dal coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo, i sistematici ritardi nei pagamenti compiuti dalla nostra Pubblica Amministrazione (PA) potrebbero far scattare una maximulta nei confronti del nostro Paese da parte dell'Ue, "dopo la sentenza di emessa il 28 gennaio scorso dalla Corte di giustizia europea nei confronti del nostro Paese".

"Sebbene la situazione negli ultimi anni sia migliorata, in particolar modo a seguito dell’introduzione della fatturazione elettronica, i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali con la PA costituiscono ancora adesso un malcostume molto diffuso nel nostro Paese. Pertanto, non sarà per nulla scontato sottrarsi ad una sanzione economica da parte dell’Europa" afferma Zabeo.

"La cosa più assurda di tutta questa vicenda è che nessuno è in grado di affermare a quanto ammonta esattamente il debito commerciale della nostra Pa, nonostante le imprese che lavorano per quest'ultima abbiano da parecchi anni l'obbligo di emettere la fattura elettronica. Secondo i dati riportati nella 'Relazione annuale 2018', presentata il 31 maggio 2019 dalla Banca d'Italia, l'ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra Pa sarebbe pari a circa 53 miliardi di euro, metà dei quali ascrivibili ai ritardi di pagamento", ha concluso Zabeo.

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Pubblica Amministrazione, Cgia
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