12:08 04 Giugno 2020
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Ha parlato il boss mafioso al processo sulla 'ndrangheta stragista: ha sostenuto di aver incontrato il Cavaliere 2 volte da latitante e di aver saputo nel 1992 della sua discesa in campo nella politica italiana.

"Nel dicembre 1993, mentre ero latitante, incontrai Berlusconi a Milano. Berlusconi sapeva come mi chiamavo. E sapeva che ero latitante da dieci anni. Alla riunione ha partecipato anche mio cugino Salvo e con Berlusconi c’erano persone che non conoscevo. Dovevamo discutere dell’ingresso di alcuni soci nelle società immobiliari di Berlusconi".

Queste parole sono state pronunciate dal boss mafioso Giuseppe Graviano in videoconferenza al processo sulla ’ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria, riporta l'Huffington Post. Dopo aver taciuto per molti anni sui rapporti con Berlusconi, oggi il boss ha deciso di raccontare la sua versione sui legami con il politico e imprenditore lombardo.

Rispondendo alle domande del pm Giuseppe Lombardo, ha affermato:

"verso la fine del 1993 si tenne una riunione a Milano 3, per regolarizzare questa situazione. Siccome Berlusconi aveva detto di sì, mio cugino ha detto di andare a incontrarlo. ’Vediamo che intenzioni ha’, disse, ed così è stato fissato l’appuntamento a Milano 3. Fino a quel momento questi soggetti che dovevano entrare in affari con Berlusconi non apparivano".

Poi Graviano ha riferito che nell'occasione venne fissato un nuovo incontro, ma nel gennaio del 1994 il boss venne catturato dalle forze dell'ordine in un arresto che definisce "anomalo".

"Da latitante ho incontrato Berlusconi almeno per tre volte",  ha proseguito Graviano, raccontando che la sua famiglia si occupava di tenere i rapporti con gli imprenditori milanesi.

"Io ho condotto la mia latitanza nel milanese tra shopping in via Montenapoleone e teatri, insomma facevo la bella vita", ha evidenziato Graviano nella deposizione.

Poi il boss ha fatto riferimento all'ingresso in politica del Cavaliere.

"Già nel 1992 Berlusconi annunciò a mio cugino Salvo che voleva entrare in politica. Io non lo incontrai, ma lo incontrò mio cugino Salvo a cui Berlusconi parlò di questo progetto di entrare in politica".

Replica l'avvocato di Berlusconi: "parole senza fondamento"

Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e parlamentare di Forza Italia, ha categoricamente smentito la ricostruzione del boss Graviano sui rapporti con il Cavaliere.

"Le dichiarazioni rese quest'oggi da Giuseppe Graviano sono totalmente e platealmente destituite di ogni fondamento, sconnesse dalla realtà nonché palesemente diffamatorie. Si osservi che Graviano nega ogni sua responsabilità pur a fronte di molteplici sentenze passate in giudicato che lo hanno condannato a plurimi ergastoli per gravissimi delitti", ha dichiarato Ghedini, citato dall'agenzia Adnkronos.

L'avvocato di Berlusconi non ritiene casuali le accuse del boss Graviano.

"Dopo 26 anni ininterrotti di carcerazione, improvvisamente il signor Graviano rende dichiarazioni chiaramente finalizzate ad ottenere benefici processuali o carcerari inventando incontri, cifre ed episodi inverosimili ed inveritieri", ha sottolineato, evidenziando che "si comprende perfettamente l’astio profondo nei confronti del presidente Berlusconi per tutte le leggi promulgate dai suoi governi proprio contro la mafia."

Tags:
Italia, Giustizia, Mafia, Silvio Berlusconi
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