04:44 02 Giugno 2020
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Si è costituita ufficialmente la Aerolinee Siciliane SpA. Per la prima volta nasce una compagnia aerea ad azionariato diffuso, fatta su misura per le esigenze dei viaggiatori perché gli azionisti stessi sono i viaggiatori. Ora anche la Regione dichiara il proprio interesse. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo modello economico?

Diciamo la verità, questa compagnia nasce dall’esasperazione. I siciliani non ce la fanno più a pagare un biglietto aereo nazionale quanto un volo intercontinentale per tornare a casa per le vacanze di Natale, Pasqua o Ferragosto. Quest’anno per Capodanno poi è stato raggiunto il colmo – ragazzi che studiano nelle università del nord o emigrati per lavoro costretti a pagare anche più di 500 euro per tornare dai parenti pur comprando i biglietti con grande anticipo.

Ad un certo punto la sproporzione tra domanda e offerta si è scoperta talmente ampia che, vista per altro l’inerzia delle istituzioni, i viaggiatori stessi hanno deciso di darsi una mossa. E’ nata quindi questa forma di azionariato diffuso che, tramite anche gli strumenti social, sta raccogliendo azionisti proprio tra gli stessi viaggiatori.

Notizia recente è che, oltre a raccogliere l’entusiasmo e la partecipazione concreta degli investitori-viaggiatori (una quota costa 2mila euro), sta arrivando l’interessa anche della Regione. Il presidente del consiglio di gestione di Aerolinee Siciliane Luigi Crispino e il consigliere Giacomo Guasone hanno infatti incontrato ieri l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone per una riunione in cui hanno illustrato i programmi, la strategia e la filosofia aziendale della compagnia aerea.

Questi pare abbia apprezzato molto l’iniziativa imprenditoriale dei siciliani riuniti nella Spa attraverso l’azionariato diffuso e durante la riunione sarebbe stata discussa proprio la possibilità di una partecipazione concreta della Regione Sicilia nell’azionariato.

Tutto questo potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era? Conquistare la cosiddetta ‘continuità territoriale’ dal basso quando lo Stato non la garantisce? Questa esperienza potrebbe applicarsi anche ad altri ambiti e necessità sociali? C’è chi ha definito tutto questo ‘liberismo solidale’, è una formula possibile?

Claudio Melchiorre, componente del Consiglio di sorveglianza, intervistato da CataniaOggi ne è convinto e Sputnik Italia prende in prestito il link della recente intervista pubblicata nella versione online del giornale siciliano con tanto di auguri e in bocca al lupo per la bellissima iniziativa.

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