04:11 02 Giugno 2020
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E' un'immagine allarmante quella che indica la Fondazione Barilla alla vigilia della giornata nazionale contro lo spreco alimentare che si celebra mercoledì 5 febbraio.

Gli italiani sprecano mediamente ogni anno circa 65 chili di alimenti a persona; frutta e verdura sono i prodotti che più spesso finiscono nell'immondizia, tuttavia per produrli e non mangiarli hanno richiesto l'utilizzo di 73 milioni di metri cubi d'acqua, valore paragonabile al fabbisogno di acqua potabile di 18 giorni per la regione Lombardia, 23 giorni per il Lazio, 27 per la Campania e 153 per la Puglia. 

E' un'immagine allarmante quella che indica la Fondazione Barilla alla vigilia della giornata nazionale contro lo spreco alimentare che si celebra mercoledì 5 febbraio.

Secondo il Food Sustainability Index, l'Italia si trova al 13° posto in Europa per quantità di cibo commestibile che si perde a monte della filiera agro-alimentare e per sprechi durante le fasi di trasformazione, distribuzione e consumo.

Più in generale, a livello globale, il cibo gettato ha un costo pari a 2,6 trilioni di dollari l’anno, contribuisce ai cambiamenti climatici generando l’8% delle emissioni annuali di gas serra, al sovrasfruttamento dei terreni, dal momento che il 28% dei terreni disponibili al mondo è usato per produrre cibo che poi non viene di fatto consumato e all'insicurezza alimentare nelle aree del mondo già a rischio di disuguaglianza sociale, si afferma nello studio della Fondazione Barilla center for food & nutrition.

"I numeri dello spreco dimostrano che siamo davanti a un fenomeno drammatico che, a livello globale, ci allontana dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Per combatterlo servono politiche mirate", ha dichiarato la direttrice operativa della Fondazione Barilla Anna Ruggerini, citando come esempio i 700mila euro stanziati dal ministero delle Politiche Agricole "per finanziare 14 progetti di ricerca dedicati a estendere la data di scadenza dei prodotto alimentari, migliorare l’uso di nuove tecnologie di imballaggio, sviluppare app e piattaforme digitali, recuperare le eccedenze alimentari all'interno di tutta la filiera e facilitare la distribuzione del cibo ai gruppi più vulnerabili della popolazione".

Infine, secondo Anna Ruggerini, ha evidenziato che parallelamente all'intervento pubblico servono "le iniziative dei privati, per sensibilizzare le persone sull'importanza di adottare diete sostenibili e combattere gli sprechi di cibo".
Tags:
Rifiuto, Società, Italia, Ambiente, Cibo
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