08:44 10 Aprile 2020
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Il 3 febbraio 1998 un aereo militare Usa che volava a bassa quota, recise il cavo della funivia del Cermis, La cabina precipitò nel vuoto. Le venti persone a bordo non ebbero scampo. Nessuno ha mai pagato per questo crimine.

Il comune di Cavalese, nella provincia di Trento, ha commemorato oggi i 22 anni dalla strage della funivia del Cermis. Una strage quasi dimenticata, per cui nessuno ha pagato. 

Il 3 febbraio 1998 un aereo militare statunitense, decollava dalla base di Aviano, per un addestramento a bassa quota. Erano gli anni del conflitto nella ex Jugoslavia, la Nato si preparava all'intervento in Serbia.

Per le esercitazioni aeree, la quota minima di volo era stata fissata a i 610 metri dal suolo a velocità massima di 830 Kmh. 

Quel pomeriggio il capitano Ashby, al suo ultimo volo in Italia, prima di tornare negli Usa, vola a una quota inferiore ai 150 metri, tenta si passare sotto il cavo della funivia, ma lo recide. Per i 19 turisti e il manovratore a bordo della cabina non c'è scampo: si schiantano al suolo. 

#3febbraio 1998: Un Grumman EA-6B Prowler, aereo militare USA al comando del capitano Richard J. Ashby partito dalla Base aerea di #Aviano, trancia il cavo della funivia del #Cermis, in Val di Fiemme. L'incidente provocò la morte di 19 passeggeri e del manovratore.#AccaddeOggi pic.twitter.com/RO7uWHMsgE

​Il processo, celebrato negli Usa, assolve i quattro militari coinvolti nell'incidente dall'accusa di strage. Vengono invece condannati ad alcuni mesi di reclusione per la distruzione delle prove, alcuni nastri su cui avevano videoregistrato l'ultimo volo, com'era abitudine fra i piloti della base, avevano riferito al processo.

Le 19 vittime erano di nazionalità italiana, belga, tedesca, polacca, olandese e austriaca. Il governo italiano e la provincia autonoma di Trento dovettero risarcire il prima istanza i familiari delle vittime al posto degli USA, perché il congresso non approvò lo stanziamento dei fondi. Solo nel dicembre del 1999 gli Usa risarcirono al 75% delle somme erogate l'Italia. 

​Durante le celebrazioni, il sindaco di Cavalase, Silvano Welponer, ha detto: “Questa data ha un sapore amaro non solo per i parenti delle vittime, colpiti negli affetti più cari, ma per tutta la nostra collettività. In ricorrenze come questa che oggi celebriamo, vengono alla mente le parole che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviò alla nostra comunità: 'Gli accertamenti giudiziari e le vicende processuali, sottoposti ai vincoli degli accordi internazionali, non hanno colmato l'ansia di giustizia di parenti e collettività locali. (…) Un Paese democratico e moderno deve porre al primo posto la sicurezza della vita dei cittadini e la serenità della loro esistenza'. Rimangono aperte le ferite e l'ansia di giustizia non è stata colmata. Né il tempo né la storia potranno cancellare dalla mente dell'uomo libero e giusto le cause, l'irresponsabilità e la superficialità di coloro che hanno provocato queste tragedie. La memoria è un dovere morale e dobbiamo fare in modo che gli errori e gli sbagli che la storia ci ha voluto tristemente consegnare, non abbiano a ripetersi”.

​Anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha voluto ricordare le 20 vittime della strage. 

"Il 3febbraio 1998 - ha scritto su twitter - un aereo militare degli Stati Uniti trancia di netto una funivia del #Cermis. 20 persone perdono la vita. Una strage troppo spesso dimenticata e per la quale, a distanza di 22 anni, non è ancora stata fatta giustizia".

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strage, Italia
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