01:53 13 Luglio 2020
Italia
URL abbreviato
2010
Seguici su

Imane Fadil, teste chiave del processo, era stata avvicinata in discoteca e le avevano offerto sino a 500 mila euro per il silenzio. Lo ha riferito un teste durante l'udienza per il Ruby Ter.

Parla davanti ai giudici Alessandro Ravera, consulente immobiliare e testimone del processo per il caso Ruby, a carico di Silvio Berlusconi e altri 28 imputanti. Ravera era amico di Imane Fadil, testimone chiave,  deceduta il primo marzo 2019 per una forma di aplasia midollare. La frequentazione fra i due era avvenuta nel 2012, mentre i processi Ruby e Ruby bis erano in corso. 

Secondo il teste, la modella marocchina, che si era costituita parte civile, era stata avvicinata diverse volte e le erano stati offerti soldi in cambio del silenzio.

"Mi parlò di due ragazze che l'avevano avvicinata fuori dal Tribunale, in un bar vicino, e da loro le era stata proposta una cifra, che non ricordo, per il silenzio" su quanto succedeva durante le serate ad Arcore. Sarebbe stato proprio Silvio Berlusconi, ha riferito ai giudici, ad proporre le somme di denaro attraverso le ragazze. 

Ravera non ricorda il nome delle giovani donne che avvicinavano Fadil, ricorda solo che erano ospiti delle serate a Villa San Martino. In particolare una "le disse che c'era la possibilità di avere fino a 500mila euro" per non parlare del 'bunga-bunga'.

Il testimone, rispondendo alle domande del pm Luca Gaglio e dell'aggiunto Tiziana Siciliano, ha spiegato i soldi erano stati offerti alla modella marocchina per tacere su "quello che aveva visto ad Arcore doveva nasconderlo, ma lei disse che voleva andare per la sua strada e dire, invece, ciò che aveva visto".

Le ragazze che l'avevano avvicinata "avevano ricevuto denaro, mi disse, erano testimoni dei processi", ha proseguito.

Le serate a Villa San Martino

Fadil gli avrebbe raccontato quanto prendevano le ragazze per frequentare Villa San Martino durante le serate del "bunga bunga". 

A lei "erano stati proposti 5mila euro per fermarsi a dormire - prosegue Ravera - ma lei aveva rifiutato e se ne era andata". La modella gli avrebbe raccontato che le altre ragazze ricevevano grosse cifre per prendere parte ai festini, "anche 100mila euro e fino a 500mila euro". In particolare "Ruby aveva ricevuto dei milioni".

Le ricompense non erano sarebbero state solo monetarie. Le "olgettine" ricevevano "macchine, appartamenti", a qualcuna "veniva pagata anche l'università". 

3 milioni a Ruby e a Risso

Al processo è stato sentito anche Antonio Matera, ex socio in affari di Luca Risso, all'epoca dei fatti fidanzato di Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori

Matera ha riferito ai giudici che "Risso era innamorato dei soldi, gli interessava Ruby perché gli avrebbe portato soldi". 

Matera ha raccontato che l'ex socio "sperava di recuperare dei soldi per andare a vivere in Sud America, diceva 'così non faccio niente, me ne sto tranquillo'". Inoltre, "Risso sapeva benissimo che Ruby era minorenne, si faceva forte di questo perché così sarebbe riuscito a prendere i soldi dell'operazione con Ruby, operazione che gli riuscì perché si trasferirono in Messico". 

Risso e la El Mahroug avrebbero ricevuto 3 milioni da Silvio Berlusconi, usati per trasferirsi in Messico e aprire un'attività imprenditoriale a Playa del Carmen. 

"Mi disse che l''operazione' per incassare 3 o 4 milioni con lei era riuscita, la cifra finale ricevuta era sui 3 milioni", ha spiegato Matera. Con quella cifra versata "da Berlusconi" Risso andò a "vivere in Messico" con Ruby e lì fecero alcuni "investimenti immobiliari". 

Secondo i pm, parte del denaro incassato da Karima El Mahroug e Luca Risso sarebbe servito per l'acquisto di alcune attività turistiche a Playa del Carmen, tra cui un ristorante con annesso pastificio. 

Tags:
Silvio Berlusconi, processo, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook