14:59 14 Luglio 2020
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Il Garante per la privacy ha comminato alla compagnia Tim spa una sanzione di 27,8 milioni di euro per numerosi trattamenti illeciti di dati legati all’attività di marketing. Tali violazioni, come riferito dall'Antitrust, riguarderebbero nel complesso milioni di persone, contattate senza consenso.

Sanzione di 27.802.946 euro alla società Tim da parte del Garante per la privacy per telemarketing aggressivo e trattamento illecito di dati legati all'attività promozionale.

Nel periodo dal 2017 al 2019 numerose sono state le segnalazioni effettuate all'Antitrust per la ricezione, da parte della società Tim, di chiamate promozionali indesiderate effettuate senza consenso, oppure nonostante l’iscrizione delle utenze telefoniche nel Registro pubblico delle opposizioni, oppure ancora malgrado il fatto che le persone contattate avessero espresso alla società la volontà di non ricevere telefonate promozionali.

Con il contributo del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, l'Antitrust ha scoperto numerose violazioni per quanto riguarda il rispetto e la protezione dei dati personali degli utenti. Tra i consumatori contattati, molti "non clienti" della Tim venivano comunque contattati dalla società senza il loro consenso, 200mila gli utenti con numerazioni "fuori lista", cioè numeri di telefono non presenti negli elenchi di persone contattabili dalla società. 

Oltre alla sanzione, l’Autorità ha imposto a Tim 20 misure correttive, tra divieti e prescrizioni. Tra queste, ha vietato a Tim l’uso dei dati a fini di marketing di chi aveva espresso la volontà di non ricevere telefonate promozionali e dei “non clienti” che non avevano dato il consenso.

Non più tardi di ieri Antitrust aveva già comminato alle compagnie telefoniche, tra cui Tim, con una multa complessiva di 228 milioni di euro per modifiche ai piani tariffari con fatturazione a 28 giorni per le promozioni rispetto alla scadenza mensile. Negli ultimi periodi l'Antitrust si è adoperato a favore dei consumatori in numerosi altri casi, oltre a quello delle compagnie telefoniche: Eni ha ricevuto una multa di 5 milioni di euro per messaggi pubblicitari ingannevoli nella campagna promozionale del carburante Diesel+ e 150 milioni di euro a Google per pratiche anticompetitive e messaggi promozionali poco chiari forniti attraverso la piattaforma Google Ads.

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Antitrust
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