17:11 03 Agosto 2020
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Rilasciava documenti falsi ai fini dell'ottenimento del permesso di soggiorno, anche ad individui legati al radicalismo islamico. A capo dell'organizzazione un tunisino di 40 anni, rimpatriato.

La Digos di Torino ha smantellato un'organizzazione la cui principale attività era la produzione di documenti falsi per permettere l'ingresso e la permanenza in Italia di persone senza regolare permesso di soggiorno. Tra questi, è emerso dalle indagini, anche alcuni soggetti legati al radicalismo islamico. 

L'attività di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina portata avanti dal gruppo, è venuta alla luce in seguito alle perquisizioni effettuate a carico di 5 soggetti: 4 tunisini e un italiano. Un tunisino considerato il capo della banda, Walid Fanni di 40 anni, è stato già rimpatriato, un secondo tunisino, irregolare e senza fissa dimora, sarebbe stato trattenuto nel Cpr in attesa dell'espulsione.

Fanni era considerato il referente per tanti connazionali, anche studenti, che nel permesso di soggiorno indicavano la sua dimora come residenza. In molti casi i documenti contraffatti servivano per oltrepassare il confine ed entrare illegalmente in Francia

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati stampe di documenti falsi pronte per essere plastificato e altro materiale contraffatto, prodotto con una stampate ritrovata nell'abitazione dell'italiano. Uno di questi documenti falsi sarebbe servito per il rilascio del permesso di soggiorno a un tunisino sospettato di attività legate al terrorismo islamico. 

Il precedente a Torino

Non è la prima volta che gli investigatori scoprono una banda dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Lo scorso novembre i Carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno scoperto un'organizzazione che si occupava del traffico di clandestini attraverso l'uso di permessi di soggiorno falsi. Il gruppo era composto da tutti stranieri, originari del Pakistan, del Bangladesh e dell'India, per i quali sono scattate otto ordinanze di custodia cautelare. Tra i destinatari delle ordinanze anche un avvocato torinese, Luca Schera, che, sotto compenso, agevolava le pratiche per ottenere i permessi di soggiorno.

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Polizia, immigrazione, Italia
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