14:36 09 Agosto 2020
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Il sindaco di Milano ha voluto condannare il brutto gesto avvenuto nei giorni scorsi a Mondovì, dove la porta di casa dell'ex partigiana Lidia Rolfi è stata imbrattata con una scritta anti-semita.

Il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, ha voluto dare il proprio contributo nella lotta all'antisemitismo, proprio nei giorni in cui l'odio razziale contro gli ebrei sta tornando a galla, alla vigilia della Giornata della Memoria dell'Olocausto.

"Antifa Hier", ovvero: qui vive un antifascista. Con questo cartello, appeso sulla sua porta di casa e la cui foto è stata postata su Instagram, il sindaco meneghino ha espresso la propria solidarietà nei confronti della famiglia di Lidia Beccaria Rolfi, la cui abitazione è stata di recente imbrattata con una scritta apertamente anti-semita.

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Qui vivo io.

Публикация от Beppe Sala (@beppesala)

Il fatto, accaduto nei giorni scorsi, ha suscitato grande scalpore, dal momento che Lidia Rolfi, ex partigiana deportata nel lager nazista di Ravensbruck nel 1944 e scomparsa nel 1996, aveva dedicato la propria vita alla Memoria.

La Rolfi aveva prestato servizio presso l'Istituto Storico per la Resistenza di Cuneo e l'Associazione nazionale ex deportati, pubblicando anche un libro, "Le donne di Ravensbruck", dedicato alla vita delle donne nei campi di concentramento nazisti.

L'appello del Papa sulla Shoah: "Mai più"

Alla vigilia della 75esima ricorrenza della liberazione del lager di Auschwitz-Birkenau, avvenuta per mano dell'esercito dell'Unione Sovietica, anche il Santo Padre, durante l'angelus domenicale, ha lanciato il proprio appello per il ricordo della Shoah:

"Davanti a questa immane tragedia, a questa atrocità, non è ammissibile l’indifferenza ed è doverosa la memoria. Domani siamo tutti invitati a fare un momento di preghiera e di raccoglimento, dicendo ciascuno nel proprio cuore: mai più!", sono state le parole di Papa Francesco.
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