04:29 20 Settembre 2020
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Omicidio Luca Sacchi (20)
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Gli avvocati di Del Grosso potrebbero optare per il rito abbreviato, facendo slittare di mesi la prima udienza, fissata per il 31 marzo. Domani la decisione dei legali.

I legali di Valerio Del Grosso, il ventunenne reo confesso per l'omicidio di Luca Sacchi, stanno valutando di chiedere il rito abbreviato, puntando ad uno sconto di pena. Ma la riforma del processo penale, entrata in vigore nell'aprile 2019, esclude il processo breve per i delitti puniti con la pena dell'ergastolo. Gli avvocati potrebbero dunque sollevare una questione di costituzionalità davanti alla Corte Costituzionale. Questo dilaterebbe i tempi del processo, allontanando la data della prima udienza, già fissata il 31 marzo.

La giustizia ha stabilito il giudizio immediato per il processo ai responsabili dell'omicidio di Luca Sacchi, il personal trainer romano di 24 anni, ucciso da un colpo di pistola alla testa la notte del 23 ottobre 2019 davanti al pub Jon Cabot di Roma. Il 31 marzo, alla prima udienza, siederanno i sei imputati, tra questi anche la fidanzata Anastasiya Kylemnyk, coinvolta nel ramo dell'inchiesta relativo all'acquisto di droga. 

Adesso potrebbe slittare la data della prima udienza. Domani i legali di Del Grosso, dopo aver analizzato le carte, decideranno come procedere. Se solleveranno la questione di costituzionalità, al fine di ottenere il rito abbreviato, e l'istanza verrà giudicata ammissibile, gli atti verrebbero inviati alla Consulta e il giudizio rimarrebbe sospeso per mesi. 

Lo stesso discorso potrebbe valere anche per il complice di Del Grosso, Pirino, che ha dichiarato di non sapere dell'arma da fuoco. I giudici non credono a entrambe le versioni. 

L'accusa di omicidio premeditato

Secondo la Procura, l'omicidio del personal trainer non è stato un errore, ma era stato pianificato dai due imputati. Secondo la pm Nadia Plastina, entrambi si sarebbero recati a casa di De Propris per prelevare la calibro 38 da cui è partito il proiettile che ha freddato Sacchi. Del resto anche De Propris dovrà difendersi davanti ai giudici dall'accusa di concorso in omicidio premeditato. Con lui siederà anche il padre, a processo per detenzione di droga. 

La prova chiave è una conversazione intercettata dalle forze dell'ordine. "Ma se io invece vengo a prendermi quella cosa che mi hai detto ieri e glieli levo tutti e settanta?" aveva detto per telefono Del Grosso a De Propris. Per i magistrati queste parole sono la prova dell'intenzione dei pusher di trasformare il furto di uno zainetto contenente 70 mila euro in un omicidio.  

 

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