07:21 23 Febbraio 2020
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Il crollo della volta del tunnel Bertè, sulla A26, poteva essere prevedibile in base alle ispezioni fatte. E' l'ipotesi di reato su cui indaga la procura di Genova.

Il monitoraggio della rete autostradale avrebbe dovuto permettere di segnalare le criticità strutturali della galleria e prevenire il crollo del 30 dicembre 2019 nel tunnel Bertè sull'autostrada A26 Genova-Alessandria-Gravellona Toce. Se ciò fosse verificato, si configurerebbe il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. E' questa l'ipotesi al vaglio del pm Stefano Puppo, a cui è stato affidato il fascicolo dell'inchiesta. 

L'inchiesta della procura, che ha al vaglio anche il mancato adeguamento alla direttiva europea sulla sicurezza dei tunnel di lunghezza superiore ai 500 metri, è volta a definire le eventuali conseguenze della mancata attuazione delle disposizioni di mitigazione del rischio del Consiglio superiore dei lavori pubblici e sul rischio sostenuto dagli utenti.

La guardia di finanza ha ricostruito la catena di responsabilità relativa alla manutenzione tunnel, che contiene i vari nomi di persone coinvolte nelle attività di gestione e monitoraggio. Questi nomi potrebbero finire nel registro degli indagati. 

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rete stradale, Sicurezza, Italia
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