22:05 04 Agosto 2020
Italia
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Salvini in TV attacca Volo e Fedez, ma il rapper non ci sta e risponde al leader della Lega: "Il tuo partito è costato agli italiani 49 milioni di euro".

Salvini durante la trasmissione tv Dritto e Rovescio, torna sul caso della citofonata alla famiglia tunisina del quartiere Pilastro, a Bologna, e lancia una frecciatina ai suoi detrattori.

Replica, in particolare a Fabio Volo e Fedez, che negli scorsi giorni erano intervenuti in maniera netta e critica sulla vicenda. 

"Mentre Fabio Volo e Fedez facevano i soldi, giustamente, scrivendo libri o scrivendo canzoni, io in un anno da ministro grazie all'ordine pubblico e al sistema di sicurezza italiana ho contribuito alla confisca di 7 miliardi di euro di ville, conti correnti, macchinoni a mafia camorra e 'ndrangheta", ha replicato il leader leghista menzionando il lavoro svolto al Viminale. 

Non si è fatta attendere la risposta di Fedez, pubblicata in diretta dal suo profilo Twitter: "Sai qual è la differenza? Che noi guadagniamo onestamente senza pesare sulle tasche di nessuno. Il tuo partito è costato agli italiani 49 milioni di euro. Io ero a Ibiza quest'estate e faccio il rapper. Tu eri al Papeete ed eri il ministro dell'Interno".

​Fedez, nome d'arte di Federico Leonardo Lucia, è un rapper italiano nato a Milano, classe 1989. Ha il suo esordio nel 2007 e da allora vanta numerose collaborazioni con rapper del calibro di Emis Killah, Marrakesh, Guè Pequeno e J-Ax e con artisti come Max Pezzali, con cui ha prodotto una cover di Jolly Blue. Famoso anche per il carattere polemico e per i numerosi scontri avvenuti a colpi di social con personaggi politici e televisivi, il rapper milanese aveva attaccato dal suo profilo Instagram il leader leghista subito dopo la vicenda della citofonata al presunto spacciatore tunisino. 

"Stamattina mi imbatto in questo video - aveva scritto - dove, in sostanza una signora dice al buon Salvini che il tipo del primo piano spaccia e lui decide di dare vita a questo teatrino. Sembra banale dirlo, ma in uno stato di diritto non dovrebbe essere la portinaia del condominio a dare l'etichetta di spacciatore. Il buon Matteo forse voleva vestire i panni del giustiziere, mi è sembrato più un testimone di Geova mancato".
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Matteo Salvini, Italia
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