01:36 06 Giugno 2020
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Il Consiglio di Stato sospende la decisione del Tar, che aveva confermato la revoca della scorta, e ha disposto il ripristino cautelare del dispositivo di protezione almeno sino alla discussione collegiale, fissata in data 20 gennaio.

Palazzo Spada ha sospeso la decisione del Tar del Lazio, che con un'ordinanza aveva respinto il ricorso contro il provvedimento  di revoca della scorta emesso dal  ministero dell'Interno il 3 settembre 2018, nei confronti di Sergio De Prima, meglio conosciuto come Capitano Ultimo, il colonnello dei carabinieri che arrestò Totò Riina.

La decisione del Consiglio di Stato, presa dalla terza sezione presieduta da Franco Frattini, prevede il mantenimento o ripristino del dispositivo di protezione  “fino alla discussione cautelare collegiale fissata al prossimo 20 febbraio”. 

Il giudice di secondo grado ha rinvenuto la necessità di assicurare un livello di protezione "deve essere garantito quando non possa escludersi il compimento di azioni criminose nei confronti della persona da tutelare”

Determinante inoltre per la decisione del Consiglio, è stata l'attenzione sugli ultimi episodi di intimidazione nei confronti del colonnello De Prima, una lettera minatoria recapitata all'associazione "Volontari Capitano Ultimo onlus", che anche il Tar aveva ritenuto rilevante. 

Durante la discussione collegiale si dovrà  "in modo approfondito chiarire se, allo stato attuale delle indagini su detto episodio che lo stesso Tar ha ritenuto rilevante, sia possibile escludersi il possibile compimento di azioni criminose in danno dell'appellante, e cioè negare che la situazione di possibile esposizione sussista".

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carabinieri, Mafia, Italia
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