19:02 26 Novembre 2020
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Un gruppo di scienziati ha scoperto del materiale vetroso nel cranio di una delle vittime dell'eruzione del Vesuvio, che ha permesso di trarre conclusioni su come il calore vulcanico sia riuscito a trasformare il tessuto cerebrale in vetro, riferisce il parco archeologico di Ercolano.

I risultati della scoperta, fatta da antropologi e ricercatori guidati da Pier Paolo Petrone dell'Università di Napoli Federico II, sono stati pubblicati in un articolo nell'edizione scientifica del New England Journal of Medicine. Allo studio hanno preso parte il direttore del Parco Francesco Sirano, insieme col prof. Piero Pucci del CEINGE - Biotecnologie Avanzate e col prof. Massimo Niola dell'Università Federico II, assieme a ricercatori dell'Università di Cambridge.

"La conservazione del tessuto cerebrale è un fenomeno estremamente raro in archeologia, ma è assolutamente la prima volta in cui sono stati scoperti i resti di un cervello umano, vitrei a causa del calore a seguito di un'eruzione", si legge nell'analisi

Gli ultimi studi condotti da Pier Paolo Petrone hanno portato alla scoperta di una sostanza simile al vetro nel cranio di un uomo, la cui analisi ha rivelato la presenza di varie proteine e acidi grassi, solitamente contenuti nei tessuti cerebrali e nei capelli.

L'ipotesi degli scienziati è che l'alta temperatura ha dimostrato di essere letteralmente in grado di bruciare il grasso ed il tessuto del corpo della vittima, in cui il cervello si è trasformato in vetro. Nelle foto presentate dal Parco Archeologico, il contenuto della testa del defunto durante l'eruzione sembra una massa nera e lucida.

I resti di materiale cerebrale sono stati rinvenuti in una delle vittime dell'eruzione, il cui scheletro si trova ancora oggi in uno degli ambienti di servizio del Collegio degli Augustali.

L'antico Ercolano romano, insieme al vicino Pompei, fu sepolto sotto uno strato di cenere vulcanica durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. Negli anni ' 60, gli archeologi scoprirono in esso resti carbonizzati di un uomo sdraiato su un letto di legno. Si ritiene che il defunto sia stato il custode del Collegio degli Augustali, ministri del culto dell'imperatore Augusto.

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